MORAVIA: ''IO COMUNISTA? NO, APPARTENGO SOLO A ME STESSO''
MORAVIA: ''IO COMUNISTA? NO, APPARTENGO SOLO A ME STESSO''
TROVATE LETTERE INEDITE DEL 1947 IN ARCHIVIO UNIVERSITA' YALE

Roma, 1 apr. - (Adnkronos) - ''Io comunista? Io non appartengo che a me stesso''. Cosi' Alberto Moravia, rispondendo all'amico di idee liberali Nicola Chiaromonte, rivendicava nel 1947 l'impossibilita' di prendere posizioni semplicistiche per un intellettuale che voleva essere seriamente impegnato. Il disincantato realismo dello scrittore che, senza mai prendere la tessera del Pci si schiero' sempre con la sinistra, emerge dalla corrispondenza inedita conservata tra le carte di Chiaromonte nella biblioteca della Yale University, dove e' stata studiata dall'italianista Marcello Simonetta che la pubblica sul numero in uscita di ''Nuovi argomenti'', rivista diretta da Enzo Siciliano e Dacia Maraini.

''Io non sono comunista e dissento dal comunismo stalinista per moltissime questioni fondamentali ma non me la sento di essere anticomunista oggi, in Italia, per la buona ragione che questo paese ha fatto il fascismo ed e' pronto a rifarlo un'altra volta'', scriveva Moravia nei mesi dell'infuocato clima politico pre-elettorale che anticipava il voto del 18 aprile '48, quando dalle urne usci' una nazione spaccata in due. La sua riflessione lo avrebbe portato, cosi' confessava l'autore de ''Gli indifferenti'' all'amico, a preferire una posizione intermedia: ''Io sono per una terza cosa o per una quarta che non ha molto a che fare con la politica''. E poi aggiungeva: ''Insomma comunismo e anticomunismo non sono interessanti perche' hanno ormai varcato il limite dei valori puri e liberi e si trovano da tempo sul terreno impuro e legato della pratica. Il comunismo non e' la giustizia e l'anticomunismo non e' la liberta'''. (segue)

(Pam/Zn/Adnkronos)