DARIO BELLEZZA: CONSOLI CONTRO 'I CORVI CHE LO RICORDANO SOLO ORA'
DARIO BELLEZZA: CONSOLI CONTRO 'I CORVI CHE LO RICORDANO SOLO ORA'

Roma, 1 apr. -(Adnkronos)- Dopo la morte di Dario Bellezza, l'ira di Massimo Consoli, fondatore del movimento gay italiano, si indirizza contro ''i tanti corvi che ora faranno la fila ai funerali ma che quando Dario era vivo non hanno mosso un dito per aiutarlo. Lui era solito dire 'i morti vanno ricordati da vivi', ma e' stato ascoltato da pochi''. Promotore della sottoscrizione che qualche settimana fa ha portato il governo a concedere al poeta il vitalizio previsto dalla legge Bacchelli, Consoli non nasconde la propria amarezza: ''i nostri nipoti ci rimprovereranno di averlo fatto morire nello squallore piu' totale''.

''Dopo aver tanto lottato per difendere una comunita' di persone che vivevanno nel terrore di se stesse, sto arrivando alla conclusione che non ne valeva la pena. Forse -continua Consoli, impegnato in questi giorni in una serie di conferenze in Estremo Oriente- abbiamo creato solo una nuova categoria di mostri famelici''.

Di Bellezza Consoli dice senza mezzi termini che ''era senz'altro il piu' grande poeta italiano. La sua morte e' per me una tragedia personale, un lutto che non sara' mai possibile sanare al di la' di ogni stupida retorica, visto che Dario e' stato l'amico piu' intimo, piu' grande e piu' amato che io abbia avuto. Questa tragedia e' accresciuta dal fatto che mi trovo lontano e mi viene impedita l'ultima consolazione che si ha con una persona che ci e' stata cara: vederla, toccarla, carezzarla per l'ultima volta. Io ho amato Dario Bellezza e, cio' che forse e' piu' importante, sono stato amato da lui. Questo amore, mai consumato sessualmente, e' stata l'unica cosa veramente erotica della mia vita''. Legato da una trentennale amicizia col poeta scomparso, Consoli ricorda anche un aneddoto personale: ''la moda di indossare i cappelli scuri gliel'avevo trasmessa io. All'inizio mi prendeva in giro, poi prese ad imitare quest'usanza, mantenuta poi fino alla fine''.

(Mac/Gs/Adnkronos)