CONTRADA: LA SUA DIFESA IN UN LIBRO (2)
CONTRADA: LA SUA DIFESA IN UN LIBRO (2)

(Adnkronos) - L'ex capo della Mobile palermitana nega anche di essere massone. ''Mai lo sono stato -scrive nel suo libro-. Ho solo accettato una onorificienza di Cavaliere dell'Ordine del Santo Sepolcro, un Ordine equestre del tutto regolare che si trova sotto l'egida della Santa Sede. Si vuole criminalizzare anche il Papa?''. E dimostra che non e' vero che proteggeva Michele Sindona al punto da togliere il suo nome da un rapporto di polizia: ''Nel mio rapporto il nome di Sindona c'era. Fu quindi tolto da altri''.

Un capitolo a parte Contrada dedica a Giovanni Falcone che in molti sostengono non si fidasse del superpoliziotto. ''Forse non c'era tanta simpatia -spiega- ma non ho mai percepito una sua diffidenza nei miei confronti''. E ricorda una lettera dell'82 con la quale il magistrato ucciso dalla mafia ''faceva un suo elogio al Questore di Palermo per l'azione da lui svolta nelle indagini contro il boss Rosario Spatola e la mafia siculoamericana''.

Infine, come atto di ''stima e apprezzamento'' nei suoi confronti Contrada ricorda che al suo processo hanno deposto cinque capi della Polizia: Giuseppe Parlato, Rinaldo Giovanni Coronas, Giuseppe Porpora, Vincenzo Parisi e Ferdinando Masone. ''Possibile -sostiene il superpoliziotto- che nessuno di loro abbia mai saputo, come dicono i pentiti, che lavoravo anche per la mafia?''.

(Sin/Pn/Adnkronos)