KILLER SCACCHISTA: PROFILO, E' UN UOMO E NON AMA GLI SCACCHI
KILLER SCACCHISTA: PROFILO, E' UN UOMO E NON AMA GLI SCACCHI
ALBISETTI, PROBLEMI IN FAMIGLIA E OMOSESSUALITA' LATENTE

Roma, 5 apr. -(Adnkronos)- E' sicuramente di sesso maschile, ha uno scarso livello di sensibilita' culturale, proviene da un ambiente patriarcale, e' eterosessuale ma vive un'omosessualita' inconscia, ha avuto molti problemi in famiglia, in costante competizione con i fratelli. E' questo il profilo psicologico del killer che ha sfidato i Carabinieri ad una tragica partita di scacchi, secondo l'interpretazione di Valerio Albisetti, fondatore della psicoterapia personalistica.

''Questa ossessione per la sfida, per la competizione -dice lo psicologo all'Adnkronos- rivela un atteggiamento maschile ed e' spia di precedenti problemi in famiglia, probabilmente a contatto con fratelli maggiori dominanti. Il suo quadro psicologico e' tipico di una persona che ha vissuto e subito un rapporto intenso con una madre iperprotettiva, con possibilita' di latenze di tipo omosessuale a livello inconscio''.

L'analisi della lettera di sfida inviata agli inquirenti ''rivela la notevole intelligenza del killer ma il ruolo di preda assegnato alle prossime possibili vittime e' indice di un modo antico di concepire i rapporti tra i sessi: molto probabilmente e' nato in un ambiente arretrato, patriarcale, nel quale le donne non vivono mai un ruolo da protagonista''. Qualche dubbio anche sulla reale passione per gli scacchi nutrita dal maniaco: ''non credo che sia un vero amatore di questo gioco. E' verosimile -spiega Albisetti- che abbia scelto il gioco degli scacchi solo perche' e' il gioco piu' competitivo che esista. Ha scelto di indirizzare la sua aggressivita' nella sfida indiretta rappresentata dagli scacchi, ma lui non e' il modello classico dell'appassionato''.

(Mac/Pn/Adnkronos)