ENERGIA: RAPPORTO SECC, SI RIDUCE RICORSO A NUCLEARE (2)
ENERGIA: RAPPORTO SECC, SI RIDUCE RICORSO A NUCLEARE (2)

(Adnkronos)- ''Attualmente -riferiscono ancora dal Secc- sono in funzione solo 434 centrali commerciali, appena 9 di piu' di quante ce ne fossero nel '90. La capacita' installata totale e' di 340.282 MW, pari a solo il tre per cento in piu' di quella esistente nel '90 (329.000 MW), mentre nel 1974 l'AIEA, l'associazione internazionale per l'energia atomica, prevedeva che la capacita' installata sarebbe stata, al duemila, di 4.450.000 MW''.

E ''il contributo dato dal nucleare al bilancio elettrico globale e' stato al massimo del 17 per cento e l'Aiea ora prevede che la percentuale si situera', al 2015, tra il 13 ed il 15 pc, mentre il contributo al bilancio mondiale dell'energia ha raggiunto un punto massimo totale del sette per cento'' continuano dal Consiglio sulle comunicazioni in materia di energia sicura, demolendo cosi' il ''falso mito'' sui presunti apporti del nucleare alla fornitura elettrica mondiale.

Ad alimentare una visione negativa del nucleare sono stati sicuramente gli incidenti di Three Mile Island (1979) e di Chernobyl (1986), ma non solo. Per gli esperti del Secc, infatti, la crisi del settore nucleare e' riconducibile a ''problemi cronici come i costi di costruzione e gestione, la sicurezza, lo smaltimento dei rifiuti e lo smantellamento degli impianti. Ma -aggiungono- l'aspetto piu' grave e' la sua scarsa competitivita' in un mercato soggetto a deregulation crescente''. ''Malgrado cio' -sottolineano- i governi per 40 anni hanno sostenuto il settore nucleare. Ancora nel 1994 i membri dell'Iea (International Energy Agency), un'agenzia dell'Ocse, hanno speso un'equivalente di 4.786 miliardi di dollari nella ricerca sulla fissione e fusione nucleare, una cifra pari al 55 per cento della spesa sulla ricerca energetica globale (8.720 miliardi di dollari). (segue)

(Ada/Pe/Adnkronos)