MEZZOGIORNO: E LA CALABRIA SOGNA DI DIVENTARE LA FLORIDA
MEZZOGIORNO: E LA CALABRIA SOGNA DI DIVENTARE LA FLORIDA

Catanzaro, 4 mag. (Adnkronos) - La Calabria sogna di diventare la ''Florida d'Italia'' e di trasformarsi cosi' in una delle mete preferite dai turisti d'inverno. Un progetto che sta a cuore ad amministratori e operatori turistici, e che ora, dopo che lo stesso Romano Prodi ne ha parlato, comincia a prendere forma. ''Cominciamo a renderlo fattibile realizzando tutte quelle infrastrutture che ancora mancano'', suggerisce il capogruppo del Ccd in Consiglio regionale, Sergio Stancato. ''E quindi potenziando strade, aeroporti e porti. Ma anche incentivando concretamente e seriamente le iniziative turistiche. Sfruttare le potenzialita' turistiche della regione e' l'unica via per rimodulare lo sviluppo in Calabria''.

Una strada sulla quale il governo regionale si sta impegnando. Promette l'assessore all'Agricoltura, Domenico Rizza: ''Ce la metteremo tutta per far fare alla Calabria quel salto di qualita' che aspetta da decenni. Ma il governo centrale deve fare la sua parte''. Innanzitutto, spiega, bisogna ''scrollarsi da decenni di assistenzialismo e da quella concezione che io definisco 'colonialista'''. ''Alla Calabria -ricorda Rizza- e' stato detto: mangia e taci, ti do i mezzi per sopravvivere ma non pensare certo di contare. Noi stiamo cercando di far ritrovare ai calabresi dignita' e orgoglio, di rilanciare socialmente ed economicamente la regione. Ma senza il doveroso aiuto del governo centrale non raggiungeremo l'obiettivo. Non e' pensabile, ad esempio, che la viabilita' resti a livelli da Terzo mondo...''.

Al ''realismo'' si richiama Paolo Abramo, presidente dei costruttori dell'Assindustria di Catanzaro. ''Se e' vero che la Calabria puo' legittimamente aspirare ad una posizione di rilievo nel panorama turistico nazionale, tuttavia -ricorda- e' d'obbligo avere un quadro d'insieme improntato a quel realismo che le fallimentari esperienze del passato dovrebbero suggerire''. E aggiunge: ''Ci sono delle priorita' da assolvere, senza le quali non e' immaginabile parlare di prodotto competivivo o adeguato. Innanzitutto le infrastrutture, la cui precarieta' e insufficienza si e' tradotta in una pesante penalizzazione''. (segue)

(Nsp/Gs/Adnkronos)