CASO CORDOPATRI: SCOPERTI ATTENTATORI
CASO CORDOPATRI: SCOPERTI ATTENTATORI

Reggio Calabria 8 mag. - (Adnkronos) - La baronessa Teresa Cordopatri, nota alla cronaca per il coraggio manifestato durante il lungo sciopero della fame intrapreso allo scopo di farsi restituire le terre appartenute alla propria famiglia, e abusivamente occupate dalla mafia, doveva essere uccisa nello stesso agguato in cui rimase vittima il fratello. A scoprirlo sono stati i carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria. L'assassinio di Carlo Antonio Cordopatri, risale al 10 luglio 1991.

Teresa Cordopatri, stata avventendo che l'auto, guidata dal fratello, uscisse per chiudere il portone alle spalle e salire sul mezzo. La Cordopatri fu risparmiata dagli assassini in quanto una pistola usata dagli assassini, dopo l'uccisione di Carlo Antonio Cordopatri si inceppo'. I killer, secondo i carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria, sono stati individuati ed a loro carico sono stati emessi ordini di custodia cautelare in carcere da parte del Gip del Tribunale reggino, eseguiti dai militari e notificati nelle galere dove si trovano detenuti perche' condannati per l'omicidio di Carlo Cordopatri.

Si tratta di Salvatore La Rosa, 28 anni, esecutore materiale, e di Francesco Mammoliti, 29 anni, mandante. I due devono rispondere di tentato omicidio ed altro nei confronti della baronessa Cordopatri. La Rosa e Mammoliti, per l'omicidio di Carlo Antonio Cordopatri stanno scontando una condanna a 25 anni di reclusione, gia' confermata in Cassazione. Gli inquirenti hanno raccolto elementi a carico dei due anche sulla base delle dichiarazioni di Teresa Cordopatri, rese in diverse occasioni processuali.

(Nsp/Zn/Adnkronos)