CECENIA: UN DIPLOMATICO SVIZZERO DIETRO L'ACCORDO
CECENIA: UN DIPLOMATICO SVIZZERO DIETRO L'ACCORDO

Grozny, 28 mag. (Adnkronos) - Forse piu' che i desideri di vittoria di Boris Eltsin alle elezioni del giugno prossimo e piu' che la stanchezza di Zelimkhan Yandarbaev, e' stata la paziente opera di mediazione e conciliazione di un diplomatico svizzero a portare al tavolo del negoziato, ieri a Mosca, il presidente russo ed il leader dei separatisti ceceni. Quando Tim Guldimann, capo della missione dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) a Grozny e professore di scienze politiche, ha assunto il suo incarico all'inizio dell'anno, le relazioni tra la delegazione ed i ceceni erano ''meno di zero''. Tanto che Yandarbaev, allora numero due di Giokhar Dudaev, il leader dei separatisti ucciso dai russi il 21 aprile scorso, aveva firmato un ordine di arresto per i membri della missione dell'Osce che si fossero trovati in territorio ceceno.

Ma con indescrivibile tenacia e con l'indispensabile aiuto di un collega polacco, Zenon Kuchciak, il diplomatico svizzero ha cominciato pazientemente a ritessere la tela dei rapporti con i separatisti, facendo la spola tra Mosca ed i nascondigli dei guerriglieri. Ed e' stato allora che ha compreso quanto i ceceni fossero disposti ad una nuova tregua -l'ultimo accordo con i russi, rimasto peraltro lettera morta, risaliva al 30 luglio dell'anno scorso- lasciando da parte per ora la questione dell'indipendenza della repubblica caucasica. Il tutto fu suggellato, nelle settimane scorse, da una riunione di due giorni della leadership cecena nella roccaforte di Vedeno, alla presenza di Guldimann.

(Nap/Gs/Adnkronos)