INDIA: VAJPAYEE PASSA LA MANO ALLA SINISTRA (NUOVO) (2)
INDIA: VAJPAYEE PASSA LA MANO ALLA SINISTRA (NUOVO) (2)

(Adnkronos/Dpa) - Ma il Congresso, partito che ha governato l'India per 45 dei 49 anni di indipendenza dell'Unione, e' dilaniato da lotte di successione interne e preferisce passare la mano al Fronte unito, (Uf, 112 seggi), coalizione di 14 partiti di sinistra e populisti che ha gia' candidato alla guida del governo H.D. Deve Gowda, premier dello Stato meridionale del Karnataka, la cui capitale Bangalore e' la ''silicon valley'' dell'India. Deve Gowda non gode di molta notorieta' al di fuori del Karnataka e non parla le due lingue ufficiali dell'Unione, l'inglese e l'hindu, ma solo il Kannada, l'idioma dravidico del Karnataka. Fattori che forse hanno contribuito alla decisione del Congresso di fornire un ''sostegno esterno'' ad un governo dell'Uf, coalizione dominata dal ''Janata Dal'' dell'ex premier socialdemocratico Vishwanath Pratap Singh (1977-79) e dal Partito comunista marxista del premier del Bengala Occidentale, Jyoti Basu, che esprime i voti delle caste basse dell'India orientale e meridionale.

Del resto, Vajpayee ha ricordato che Deve Gowda rappresenta la ''terza scelta'' dell'Uf dopo la rinuncia di Singh e Basu. Il Congresso condiziona il proprio sostegno ad un impegno dell'Uf a continuare le riforme economiche e avviate dal governo di Narasimha Rao, a riabilitare gli uomini del Congresso travolti da scandali di vario tipo, a rallentare l'inchiesta sullo ''scandalo Hawala'', che investe lo stesso ex premier, e a non far confluire nel governo i scissionisti cacciati recentemente dal partito. Insieme, Congresso e Uf possono contare su una maggioranza assoluta di 300 parlamentari, ma gli analisti politici indiani ricordano che in due occasioni, nel 1979 e nel 1989, il Congresso abbandono' una coalizione che si era impegnato a sostenere. (segue)

(Lun/Pn/Adnkronos)