INDIA: VAJPAYEE RINUNCIA, SINISTRA AL GOVERNO (AGGIORNATO) (2)
INDIA: VAJPAYEE RINUNCIA, SINISTRA AL GOVERNO (AGGIORNATO) (2)

(Adnkronos/Dpa)- Secondo prassi istituzionale, Sharma si e' consultato prima con la seconda seconda forza politica in Parlamento, il Partito del Congresso dell'ex premier P.V. Narasimha Rao, che ha ottenuto 136 seggi nelle elezioni di aprile. Ma il Congresso, partito che ha governato l'India per 45 dei 49 anni di indipendenza dell'Unione, e' dilaniato da lotte di successione interne ed ha preferito passare la mano al Fronte unito, (112 seggi), eterogenea coalizione di 14 partiti di sinistra e populisti che aveva gia' candidato alla guida del governo Dewe Gowda, premier dello Stato meridionale del Karnataka, la cui capitale Bangalore e' la ''silicon valley'' dell'India. Dewe Gowda non gode di molta notorieta' al di fuori del Karnataka e non parla le due lingue ufficiali dell'Unione, l'inglese e l'hindu, ma solo il Kannada, l'idioma dravidico del Karnataka. Fattori che forse hanno contribuito alla decisione del Congresso di fornire un ''sostegno esterno'' ad un governo dell'Uf, coalizione dominata dal ''Janata Dal'' dell'ex premier socialdemocratico Vishwanath Pratap Singh (1977-79) e dal Partito comunista marxista del premier del Bengala Occidentale, Jyoti Basu, che esprime i voti delle caste basse del sud e dell'est dell'India.

Del resto, Vajpayee ha ricordato che Dewe Gowda, un esponente del Janata Dal, rappresenta solo la ''terza scelta'' dell'Uf dopo i dinieghi di Singh e Basu. Il Congresso condiziona il proprio sostegno ad un impegno dell'Uf a continuare le riforme economiche e avviate dal governo di Narasimha Rao, a riabilitare gli uomini del Congresso travolti da scandali di vario tipo, a rallentare l'inchiesta sullo ''scandalo Hawala'', che investe lo stesso ex premier, e a non far entrare nel governo i scissionisti cacciati recentemente dal partito. (segue)

(Lun/Zn/Adnkronos)