INDIA: VAJPAYEE RINUNCIA, SINISTRA AL GOVERNO (AGGIORNATO) (3)
INDIA: VAJPAYEE RINUNCIA, SINISTRA AL GOVERNO (AGGIORNATO) (3)

(Adnkronos/Dpa) - Anche il piccolo Partito comunista indiano e i marxisti di Basu hanno promesso un sostegno meramente ''esterno'' al governo di Dewe Gowda. Insieme, Congresso e Uf possono contare su una maggioranza assoluta di 300 parlamentari, ma gli analisti politici indiani ricordano che in due occasioni, nel 1979 e nel 1989, il Congresso abbandono' una coalizione che si era impegnato a sostenere.

Prima di dimettersi, Vajpayee ha pronunciato un infuocato discorso nel quale ha accusato l'Uf e il Congresso di aver tradito la volonta' popolare espressa dalle elezioni per sabotare il suo governo e costituire una ''alleanza opportunistica'' che avra' vita breve (i governi di coalizione in India non sono mai durati piu' di due anni). Il leader del Bjp -partito che rappresenta i brahmini, la borghesia e le classi operaie del nord e dell'ovest dell'Unione, in particolare del Maharashtra e del Gujarat, lo Stato con capitale Bombay (Mumbay)- ha anche rivendicato il merito di non aver partecipato al ''mercato delle vacche'' che fa da corollario ad ogni elezione indiana (gli indipendenti alla Lok Sabha sono un centinaio). La sua uscita di scena e' stata giudicata un fatto ''deplorevole'' dal direttore della Borsa di Bombay (Bse). M.G. Damani, e l'indice della Bse e' crollato di 70 punti alla notizia delle dimissioni di Vajpayee.

Il premier dimissionario ha anche accusato i ''partiti laici'' di aver agito ''nel disprezzo di ogni principio'' per provocare l'apertura in India di ''un'era di instabilita' politica''. Un'era durante la quale il Bjp e gli integralisti hindu prepareranno una rivincita che potrebbe anche perdere quei toni moderati e moderni del programma di governo presentato da Vajpayee, un programma che mirava anche a non turbare il delicato equilibrio tra maggioranza hindu (830 milioni di persone) e minoranza musulmana (120 milioni) in India.

(Lun/Zn/Adnkronos)