RUSSIA: ELTISIN RECUPERA MA I MINATORI LO CONTESTANO (2)
RUSSIA: ELTISIN RECUPERA MA I MINATORI LO CONTESTANO (2)

(Adnkronos) - Eltsin, da parte sua, sta cercando di convincere gli elettori delusi della politica degli ultimi anni che egli rappresenta il male minore. L'accordo ''in extremis'' con il capo dei guerriglieri ceceni Yanderbaiev -al di la' della effettiva tenuta del ''cessate il fuoco''- costituisce un evidente tentativo di tranquillizzare coloro che temono un ''Vietnam caucasico'' e non condividono la linea repressiva del Cremlino contro la piccola repubblica ribelle.

Ma lo stesso Eltsin deve fare i conti con un'opinione pubblica assai contrariata e pronta a cambiare cavallo.

Se n'e' accorto lo ''zar Boris'' in occasione della visita lampo compiuta nella citta' mineraria di Vorkuta, nelle sperdute lande dell'Artico. Qui, egli ha tentato di resuscitare l'entusiasmo che aveva accompagnato cinque anni fa la sua ascesa al potere. Ma invano. Allora, nel 1991, una serie di scioperi dei minatori costrinse Gorbaciov a bloccare il suo programma riformista e favori' la scalata al Cremlino di Eltsin, anche se poi ci fu l'intermezzo drammatico del fallito colpe di agosto.

Vorkuta e' il sinonimo di tutte le sciagure provocate da settant'anni di comunismo russo. Stalin vi fece installare una delle piu' infami prigioni per i dissidenti politici nell'Arcipelago Gulag degli anni trenta. Decine di migliaia di detenuti, provenienti da tutta l'Urss, morirono di stenti nell'inferno dell'Artico. E le tracce della tragedia collettiva sono ancora visibili. Alcuni minatori abitano ancora nelle baracche dei prigionieri; ed i cimiteri traboccano di cadaveri senza nome. (segue)

(Mab/Pn/Adnkronos)