GUTTUSO: MARIA SOLE, CHIAMAVA FABIO ''MIO FIGLIO''
GUTTUSO: MARIA SOLE, CHIAMAVA FABIO ''MIO FIGLIO''

Roma, 30 mag. -(Adnkronos)- Marta Marzotto non torni a ''sparare'' su Fabio Carapezza. Farebbe grave torto alla memoria di Renato Guttuso. Lo sostiene Maria Sole, la donna che per molti anni fu modella e buona amica del grande pittore, che la ''scippo''' a colleghi illustri come Morlotti, Cassinari e Messina.

''Se il caso sull'adozione venisse riaperto -ha detto all'Adnkronos- mi presenterei dai giudici per rendere la mia testimonianza. Non per motivi di interesse, la vicenda da questo punto di vista non mi ha mai rigurdato, ma semplicemente per amore della verita'''.

''Guttuso -ha sottolineato la signora- ogni volta che si riferiva a Carapezza usava l'espressione 'mio figlio'. E gli riservava sempre parole di grande stima e affetto paterno. Insomma dava l'impressione proprio di amarlo.E se lo adotto' soltanto alla fine, lo fece per non ferire la sensibilita' del padre vero di Fabio. In realta' si trattava di un vecchio proposito, che si trascinava dietro da sempre''.

''Un mese prima di lasciarci -ha raccontato la Sole- Guttuso mi telefono'. Ne fui molto lusingata. Mi parlo' della morte, riuscendoci persino a scherzare su. E di Dio. 'Vorrei essere l'ultimo in paradiso e non primo all'inferno' mi confido' sicuro di sorprendermi per quella sua finale e improvvisa conversione. Io, poi, gli chiesi se voleva che andassi a trovarlo. Mi rispose di aver detto di no anche a Federico Fellini. 'Non ho bisogno di nulla', disse, 'ho tutto'. E aggiunse 'E poi ho qui mio figlio, l'unico che mi e' stato sempre fedele'. Gli domandai 'tuo figlio chi?'. Lui rise 'non fare la sciocca, parlo di Fabio, no''.

''Non voglio aggiungere niente altro -ha concluso la modella che il grande pittore chiamava la ''Papessa''- ne' entrare nel merito della vicenda. Ma ritengo che sia mio dovere morale riferire cio' che conosco direttamente''.

(Iac/Pn/Adnkronos)