ATLANTA '96: CASO BEVILACQUA
ATLANTA '96: CASO BEVILACQUA
GOLA, NESSUN DIRITTO PER ESCUDERLA DAI GIOCHI

Roma, 25 giu. (Adnkronos) - La convocazione dell'azzurra del salto in alto, Antonella Bevilacqua nella spedizione azzurra che partecipera' ai Giochi Olimpici di Atlanta ha sollevato qualche polemica sul piano dell'opportunita' della scelta. Il presidente Federale Gianni Gola, difende a spada tratta le decisione del Ct. ''Il procuratore federale ha stabilito l'innocenza dell'atleta, non esistono i presupposti per una sospensione''.

''Abbiamo trasmesso alla Iaaf la documentazione sul caso di Antonella Bevilacqua -ha sottolineato Gola- completa di note, allegati e sentenza della procura federale. Ci siamo mossi seguendo alla lettera la normativa vigente. Piuttosto bisogna capire se vale di piu' il regolamento Iaaf o quello Cio, ma non sta a noi risolvere questa dissonanza. Quando il Coni recepisce una normativa Cio impone di applicarla a tutte le federazioni. Per la Bevilacqua ci si e' quindi attenuti all'articolo 5 del Cio che comprende la possibilita' della ''buona fede''.

''La federazione -continua Gola- non deve difendere ne accusare nessuno, ma non abbiamo nessun diritto per escludere l'atleta dai Giochi Olimpici. E' anzi un suo diritto, conquistato sul campo, quello di partecipare alle Olimpiadi. Non solo il procuratore federale non ha ritenuto dolosa l'assunzione di efedrina, ma ha stabilito senza ombra di dubbio che la violazione e' stata commessa nella piu' completa buona fede''.

(Rip/As/Adnkronos)