MOSTRE: LA SCIENZA DI LEOPARDI A RECANATI (2)
MOSTRE: LA SCIENZA DI LEOPARDI A RECANATI (2)

(Adnkronos) - L'allestimento recanatese fonde in uno spazio di 800 metri quadri, attraverso 35 diverse situazioni espositive, frammenti di testi di Leopardi, in gran parte scritti fra i 15 e i 18 anni, di testi scientifici altrui tratti dalla biblioteca paterna, macchine scientifiche d'epoca e immagini contemporanee. Su tutto dominano, dalle volte delle sale, immagini dello spazio, dell'universo. Chiude e interpreta la mostra la frase di Bertrand Russell, a didascalia di un chiaro di Terra visto dalla Luna, che recita ''considero la poesia e il pessimismo di Leopardi la piu' bella espressione di cio' che dovrebbe essere il credo di uno scienziato''.

Il suo credo scientifico Leopardi lo aveva dunque formato sui testi della biblioteca paterna che, per forza di cose, pur essendo frutto di una mente conservatrice (Monaldo viene, ad esempio, classificato da Gramsci in 'Letteratura e vita nazionale' come ''ultrareazionario''), nei suoi scaffali di scienze faceva sentire il peso del razionalismo francese dal quale l'impronta illuminista dell'educazione del giovane Giacomo.

Un Giacomo Leopardi giovanissimo quello che fra i 12 e i 13 anni redigeva le sue 'Dissertazioni Filosofiche', riguardanti per buona meta' materie di fisica e astronomia trattate in termini che vanno oltre il compendio volenteroso. Di un anno piu' vecchio il Leopardi autore del 'Compendio di storia naturale', quindicenne quello della 'Storia dell'astronomia', diciassettenne quello del 'Saggio sugli errori popolari degli antichi' e via elencando, senza dimenticare i numerosi passi scientifici dello 'Zibaldone' che si prolungano per tutta la durata (dal 1817 al 1832) dei suoi disordinati quanto poco ordinari appunti e i numerosi dialoghi di tematica anche scientifica del periodo della maturita'. (segue)

(Car/Pe/Adnkronos)