TRECCANI: ACQUISITO L'ARCHIVIO FEDERZONI
TRECCANI: ACQUISITO L'ARCHIVIO FEDERZONI

Roma, 16 lug. (Adnkronos) - L'istituto della Enciclopedia Italiana ha acquisito l'Archivio Federzoni. Alla presenza dei vertici dell'Istituto, presieduto dal premio Nobel Rita Levi Montalcini, gli eredi di Luigi Federzoni (le figlie Elena e Maria Giovanna e il nipote Giovanni Sciacca) hanno definito la donazione delle carte personali di Federzoni, presidente della Treccani dal 1938 al 2943.

Tra i fondatori dell'Associazione nazionalista italiana, Luigi Federzoni ricopri' importanti ruoli politici e culturali durante il regime fascista. Personaggio assai rilevante per i suoi rapporti con Casa Savoia e con il Vaticano, Federzoni fu ministro delle Colonie, ministro degli Interni, presidente del Senato, presidente dell'Accademia d'Italia, direttore della ''Nuova Antologia''. Gia' in polemica nei primi anni Venti con la frazione piu' intransigente del fascismo, particolarmente con Roberto Farinacci, nel corso degli anni Trnta Federzoni ebbe un ruolo politico piu' secondario, anche per via di alcune prese di posizione non vicine a quelle di Mussolini: in particolare riguardo alle leggi razziali (lo stesso Farinacci aveva parlato di Federzoni in una lettera a Mussolini del 1939 come di personaggio ''piu' filo-giuridico che fascista'') e all'entrata in guerra dell'Italia. Con Grandi fu tra gli organizzatori dell'ordine del giorno che al Gran Consiglio del 25 luglio 1943 destitui' Mussolini.

L'Archivio Federzoni e' composto da 3494 documenti pari a 10.529 carte e 216 fotografie. Le carte ora donate all'Istituto della Enciclopedia Italiana -il cui investimento e' stato curato dall'Archivio storico dell'Istituto- comprendono importanti materiali per la biografia politica e culturale di Luigi Federzoni: un'ampia parte e' costituita da scritti, lettere, riflessioni, dattiloscritti che furono alla base della sua autobiografia. Altra parte del fondo consiste in corrispondenza e documenti del periodo fascista: significativi alcuni corrispondenti, come Dino Grandi e Ugo Ojetti, dei quali sono conservati numerose lettere, e alcuni materiali, primo fra tutti il verbale dattiloscritto della seduta del Gran Consiglio del 25 luglio. Di grande interesse, inoltre, le minute della corrispondenza che Federzoni ebbe con Umberto II dopo l'esilio.

(Sin/As/Adnkronos)