AIDID: L'UOMO CHE BEFFO' USA E ONU (RIF. N.8)
AIDID: L'UOMO CHE BEFFO' USA E ONU (RIF. N.8)

Nairobi, 2 ago. -(Adnkronos/Dpa)- Ex luogotenente ed ambasciatore in India dello scomparso dittatore Mohammed Siad Barre (1969-91), il generale Mohammed Farah Aidid guido' insieme al rivale Ali Mahdi i guerriglieri della tribu' centrale Hawiye del Congresso Unito Somalo, che conquistarono Mogadiscio nel gennaio 1991, rovesciando il dittattore Siad Barre e la sua tribu' 'sudista' dei Darod Marehan.

L'Usc si spacco' subito tra i due principali clan Hawiye: nell'ordine gli Haberghedir di Aidid, leader dell'Alleanza Nazionale Somala, (Sna), e gli Abgal di Ali Mahdi, ex proprietario dell'albergo 'Makarama' della capitale fattosi proclamare 'presidente ad interim' della Somalia da un'assemblea di leader somali riunitisi a Gibuti nell'agosto del 1991. La guerra tra i due clan scoppio' nel novembre del 1991 e provoco' - perlopiu' indirettamente, attraverso la fame e la carestia - la morte di oltre 350mila persone fino all'arrivo degli americani di 'Restore Hope'.

I caschi blu dell'Onu, la cui missione venne appoggiata a parole, contrastata nei fatti da Aidid, lasciarono il Paese nel marzo 1995. Nel 1993 il contingente internazionale aveva scatenato un'inutile caccia contro Aidid. Il 15 giugno 1995 il generale si fece proclamare ''presidente della Somalia'' da una 'Conferenza di riconciliazione nazionale' formata da fedelissimi. La Somalia vantava in quel momento ben tre presidenti: oltre al generale Aidid, Ali Mahdi, proclamato 'presidente ad interim' nell'agosto del 1991 da una Conferenza di riconciliazione nazionale tenutesi a Gibuti, e Mohammed Egal, leader del clan Issaq e del Movimento nazionale somalo (Snm), che nel 1991 aveva proclamato l'indipendenza della 'Repubblica del Somaliland', nella Somalia nordoccidentale. (segue)

(Ses/Pn/Adnkronos)