SAN DIEGO: KEMP, L'EREDITA' DI REAGAN
SAN DIEGO: KEMP, L'EREDITA' DI REAGAN

San Diego, 10 ago. (Adnkronos) - Troppo malato per parlare in pubblico, Ronald Reagan non replichera' a San Diego il miracolo di quattro anni fa a Houston, quando per un'ora sembro' tornato a quei ''magnifici anni ottanta''. Ma la figura e l'ascendente politico del Presidente, considerato un mito da gran parte del ''Great Old Party'', sembrano destinati a giganteggiare alla convention. Soprattutto grazie alla scelta, ormai ufficiale, fatta da Bob Dole di Jack Kemp, uno dei primi discepoli di di Reagan -per nove volte eletto alla Camera e nel '88 ministro dell'amministrazione di George Bush- alla vicepresidenza.

E Kemp sembra essere intenzionato a cogliere in pieno l'eredita dell'ex Presidente: ''Ronald Reagan muto' il nostro paradigma: lui non solo era contrario allo stato forte, ma anche a favore della crescita, non solo era anti-comunista, ma era anche a favore della democrazia'', ha infatti dichiarato qualche giorno fa ''Usa Today'', sottolineando come la ''reaganomics'' offri' per la prima volta un progetto costruens e non solo destruens ai conservatori. Un modello che Kemp vuole rilanciare al Partito di oggi: ''non ci dobbiamo fare rappresentare nei vecchi termini negativi -austerita', sacrifici e tagli del bilancio. E' giusto tagliare il bilancio, ma non e' per questo che siamo sulla terra: siamo sulla terra per dare un'opportunita' a tutti''.

Il 61enne repubblicano di Buffalo, che accompagnera' Bob Dole nella sua corsa alla Casa Bianca, ritiene che Reagan ''e' stato per i repubblicani quello che John Kennedy e' stato per i democratici nel 1960''. E conclude con una promessa, col senno di poi chiaramanete elettorale: ''l'ala dei Kennedy del Partito democratico e' stata persa e io non voglio che questo accada all'ala di Reagan nel partito repubblicano''

(Red/Pe/Adnkronos)