MORTE A.CEDERNA: LA SUA UTOPIA - ''SPERANZA NELLA CULTURA'' (3)
MORTE A.CEDERNA: LA SUA UTOPIA - ''SPERANZA NELLA CULTURA'' (3)

(Adnkronos) - Con articoli, note, contraddittorii, Cederna era sempre presente a questi avvenimenti chiedendo misure concrete di tutela e valorizzazione del territorio e invitando politici e tecnici ad essere ''coerenti''.

In ''Mirabilia Urbis''(Einaudi) descrive il degrado della Capitale d'Italia e condanna la ''sacralita' della proprieta' privata, ovunque e comunque edificata''. A chi lo accusava di ''utopia urbanistica'' replicava indicando dove e come erano stati 'ostruiti' gli sbocchi di svincoli areoportuali e autostradali, gli accessi di strade e piazze storiche, le corsie dei futuri trasporti pubblici, nonche' le aree strategiche d'accesso a parchi regionali e a ville metropolitane.

Per oltre 40 anni, Antonio Cederna ha chiesto ai governi italiani di ''di inserire l'urbanistica, i servizi sociali esemplari, i beni culturali e ambientali ai primi posti del bilancio statale''.

Il 5 maggio del 1993 lancia un nuovo appello contro i responsabili di una ''Roma, ancora bella e immensa'' ma ''divorata dalla speculazione''. Qualcosa sta cambiando ma Cederna non si arrende.

Antonio Cederna, definito dai vecchi palazzinari o dai loro referenti politici, ''nemico di Roma',' ama in realta' la Capitale d'Italia, di un amore sincero e profondo che lo spinge a denunciarne la ''abnorme crescita'' in cui ''si misurano a vista i vertici dello spreco e l'assurdita' di un certo 'sviluppo'.'' Nella sua 'Odissea', accanto ai centri storici in pericolo ''dilaga la sterminata, anomima, caotica periferia, gran pare della quale -circa 19 mila ettari- e' completamente abusiva''. Una denuncia anche ''per amore dei poveri di Roma''.

(Pal/Pe/Adnkronos)