HEMINGWAY: 64 PAROLE PER RACCONTARE ORRORE GUERRA IN ITALIA
HEMINGWAY: 64 PAROLE PER RACCONTARE ORRORE GUERRA IN ITALIA
INEDITO 'RACCONTO MINIMO' POSSEDUTO DA BIOGRAFO DEL ROMANZIERE

Roma, 4 ott. -(Adnkronos)- Sessantaquattro parole per descrivere l'orrore della prima guerra mondiale, vista con i propri occhi durante la sua permanenza in Italia, dove giunse come volontario della Croce rossa americana: sono quelle che furono sufficienti a Ernest Hemingway per comporre un ''racconto minimo'', rimasto fino ad ora inedito, che richiama lo stile tipico delle ''epifanie'' del suo amico James Joyce. L'originale autografo fu donato da Carlos Baker, biografo del grande scrittore americano, a Giovanni Cecchin, ''visiting professor'' alla Princeton University del New Jersey, da anni impegnato in ricerche sulla presenza di Hemingway sui campi di battaglia del Veneto.

Il ''racconto minimo'' appare nel libro ''Le strade bianche'', di immimente pubblicazione nella ''Collezione Princeton'', dove Cecchin raccoglie testimonianze pressoche' sconosciute di ufficiali anglo-americani in Italia durante la Grande Guerra.

Con un minimo di parole e con un massimo di effetto, ecco cosa Hemingway narra nello scritto di suo pugno risalente agli anni immediati successivi alla seconda guerra mondiale: ''Corrispondenti di guerra hanno scritto con le loro macchine da scrivere che un sergente dei Marines una volta grido': 'Avanti, figli di puttana! Non pretenderete mica di vivere in eterno, noh?' Dopo di che, suppongo, essi morirono contenti. Ma io ho visto soldati stanchi che seppellivano soldati morti, e due soldati stanchi portavano un soldato morto e dissero: 'Gesu' Cristo, come pesa questo bastardo'''. (segue)

(Pam/Pn/Adnkronos)