I FATTI DEL GIORNO. 3/A EDIZIONE (2): L'ESTERO
I FATTI DEL GIORNO. 3/A EDIZIONE (2): L'ESTERO

Napoli. E' durato 55 minuti l'incontro in prefettura tra il leader palestinese Yasser Arafat, accompagnato dal rappresentante Olp in Italia Nemer Hammad, con il presidente del Consiglio Romano Prodi, il vice premier Walter Veltroni, il ministro degli Esteri Lamberto Dini e il sindaco di Napoli Antonio Bassolino. Al termine dell'incontro non sono state rilasciate dichiarazioni. ''Dobbiamo organizzare dei negoziati'', si e' limitato a spiegare Dini. Mentre Veltroni ha riferito di un Arafat ''molto preoccupato'', indicando nel vertice di domani la sede in cui Prodi e gli altri capi di governo europei dovranno esprimersi sulla crisi in Medio Oriente. Prodi ha stretto forte la mano di Arafat, dicendogli: ''you are very welcome''. Durante i colloqui italo-palestinesi il presidente Arafat, che al termine e' volato a Parigi dove stasera incontrera' il presidente Chirac, ha espresso apprezzamento e gratitudine per l'opera svolta nei giorni scorsi dal ministro degli esteri Lamberto Dini durante la fase piu' acuta della crisi mediorientale. Lo si apprende da fonti diplomatiche, secondo cui e' stato Arafat a sollecitare l'incontro odierno con il governo italiano. Dini -si e' inoltre appreso- e' stato invitato da alcuni governi mediorientali a compiere una visita nella regione.

Damasco. Benyamin Netanyahu e' un ''ricattatore'': cosi' la stampa siriana ha ''bollato'' il premier israeliano, accusato di sfruttare le elezioni americane per costringere Bill Clinton ad accettare i suoi ''diktat'' sul Medio Oriente. ''Netanyahu non ha risposto all'invito americano a partecipare al vertice di Washington ispirato dal desiderio di pace o dalla volonta' di fermare il bagno di sangue -si legge sul quotidiano filogovernativo 'al-Thawra'- ma da quello di ricattare ed esercitare pressioni in ogni direzione per sfruttare al meglio le elezioni americane''. Il giornale ha anche accusato il premier israeliano di non rispettare le norme dell'ospitalita' e del dialogo, proponendosi come l'unico che puo' decidere e che puo' dettare le condizioni ed operare ''oppressione politiche''. Dello stesso tenore gli editoriali del quotidiano ''al Baath'' -il giornale del partito al potere ''Baath''- che ha avvertito come la politica di ''Bibi'' potrebbe avere effetti devastanti.

Mosca. Gli ex sovietici non interverranno in Afghanistan. I leader di Russia, Kazakistan, Turkmenistan, Uzbekistan, Tagikistan e Kirghizia riuniti oggi ad Alma Ata per un vertice dedicato alla crisi di Kabul, convocato su iniziativa di Boris Eltsin, hanno deciso di non interferire. ''Per noi e' importante -ha dichiarato il Presidente kazako, Nursultan Nazarbayev- la tranquillita' dei nostri confini e che nessuna influenza negativa si sposti lungo le frontiere''. Il Kazakistan, ha proseguito il Presidente, lancera' una iniziativa di pace.

Sarajevo. Le elezioni amministrative in Bosnia si terranno dal 22 al 24 novembre. Lo ha annunciato l'Osce, l'organizzazione internazionale che ha il compito di controllare la regolarita' delle elezioni previste dagli accordi di Dayton. La consultazione, in un primo tempo prevista per il 14 settembre, era stata rinviata a causa di irregolarita' constatate nella registrazione di elettori serbo-bosniaci.

Napoli. ''Le iniziative unilaterali degli Stati Uniti sono inaccettabili''. Al termine del vertice italo-francese, il presidente Jacques Chirac critica le recenti azioni commerciali Usa contro Cuba, Iraq e Libia. Chirac ha chiesto ai Paesi europei di far fronte comune contro le misure Usa. (segue)

(Sin/Gs/Adnkronos)