SALAMONE: VELTRI, UNA DECISIONE SCONTATA
SALAMONE: VELTRI, UNA DECISIONE SCONTATA
LA SITUAZIONE ERA DIVENTATA INSOSTENIBILE

Roma, 17 ott. -(Adnkronos)- ''Una decisone scontata, che era gia' nell'ordine delle cose''. Elio Veltri, parlamentare dell'Ulivo ed ex portavoce di Antonio Di Pietro, non ha dubbi a proposito della decisione del procuratore generale di Brescia che ha rimosso il pubblico ministero, Fabio Salamone, dal ruolo di pubblica accusa nel processo contro Cesare Previti e Paolo Berlusconi. Un processo nel quale il ministro dei Lavori Pubblici si e' costituito parte civile. ''La situazione ormai era diventata insostenibile -continua Veltri- il processo di Brescia si stava trasformasdo in un processo contro Di Pietro e cio' nonostante che l'ex magistrato fosse stato prosciolto''.

A giudizio di Veltri ''Salamone avrebbe potuto evitare di arrivare a questo punto lasciando spontaneamente il processo, visto che la sua presenza come pubblica accusa aveva gia' suscitato non poche polemiche, al punto che -sottolinea il parlamentare dell'Ulivo- un avvocato attento e moderato come Di Noia, l'altro giorno per protesta ha abbandonato l'aula''. E l'altro pubblico ministero, Silvio Bonfigli? Anche su di lui l'ex portavoce di Di Pietro ha le idee chiare: ''Sebbene sia vero che per Bonfigli non sussistano i motivi di incompatibilita' rilevati per Salamone, e' anche vero che ha condotto le indagini insieme lui e ha condiviso la sua stessa linea d'accusa. Dovrebbe essere Bonfigli stesso a decidere di lasciare -conclude Veltri- a meno che il procuratore generale non decida di intervenire anche in questo caso''.

(Vlo/As/Adnkronos)