RUSSIA: ASCESA E CADUTA DELLO ZAR DEL CREMLINO (2)
RUSSIA: ASCESA E CADUTA DELLO ZAR DEL CREMLINO (2)

(Adnkronos) - La sua ambizione si era subito rivelata irrefrenabile: appena nominato al Consiglio di Sicurezza, il generale aveva proclamato che sarebbe stato il prossimo presidente della Russia, quello che avrebbe portato il suo amato Paese al Duemila. E tanto per non correre rischi di sgambetti e colpi di stato, nei giorni scorsi aveva accennato ad un'alleanza con Alexander Korzakhov, l'ex capo della guardia presidenziale licenziato nei mesi scorsi da Eltsin proprio su pressione del generale, che lo accusava di voler annullare il secondo turno delle presidenziali russe. Insieme a lui, Lebed aveva fatto licenziare il capo del Servizio di sicurezza federale, Mikhail Barsukov, e il vice primo ministro Oleg Soskovets.

Sulle spalle la fama di essere ''un uomo tutto d'un pezzo'' (dopo aver smesso di bere due anni fa, al punto di vantarsi di essere ''l'unico russo sempre sobrio''), il generale Lebed guido' le truppe che sconfissero i ribelli nel fallito colpo di stato contro Mikhail Gorbaciov nell'agosto del 1991. Promosso vice capo dell'Aeronautica, Lebed consolido' la sua fama l'anno successivo come comandante della 14ma Armata russa nella regione del Trans-Dniester, nella repubblica di Moldavia, ora indipendente da Mosca.

I suoi commilitoni lo dipingono in termini entusiastici. ''E' intelligente come Eltsin ed e' forte come Schwarzenegger'', dicono i piu' fidati collaboratori al quartier generale paragonando il loro capo a Suvorov o Kutuzov, due dei piu' famosi leader militari zaristi. Nonostante il favore dei suoi soldati, Lebed fu costretto a lasciare l'incarico nel luglio dello scorso anno, in seguito ad un aspro braccio di ferro con Eltsin, al quale contestava la politica da lui seguita in Cecenia. (segue)

(Nap/Zn/Adnkronos)