RUSSIA: ASCESA E CADUTA DELLO ZAR DEL CREMLINO
RUSSIA: ASCESA E CADUTA DELLO ZAR DEL CREMLINO

Mosca, 17 ott. (Adnkronos)- Si sono consumate in appena quattro mesi l'ascesa e la caduta dello ''zar del Cremlino'', licenziato da Boris Eltsin all'indomani delle accuse di essere un golpista mosse dal ministro degli Interni russo Anatoli Kulikov. Mai prima di lui, un leader politico russo era stata fatto oggetto di critiche cosi' numerose e pesanti in pochi mesi: i nazionalisti lo accusavano di aver capitolato di fronte ai separatisti ceceni -lui che era il plenipotenziario del presidente russo nella repubblica caucasica- i deputati avevano definito ''incostituzionale'' l'accordo di pace del 30 agosto scorso concluso dal generale con i ribelli e i magistrati non nascondevano i loro dubbi su una figura tanto inquietante che, nonostante gli imperativi di ''ordine e legalita''', manterrebbe rapporti con malavitosi e criminali.

Ciononostante la gente continuava ad amare il 46enne generale che, dopo essersi classificato terzo alle presidenziali del giugno scorso con il 15 per cento dei consensi, ottenne come ricompensa la nomina a segretario del Consiglio di sicurezza e divenne -a dispetto della mai celata insofferenza del premier Viktor Chernomyrdin- il braccio destro di un Eltsin sempre piu' malato e assente. Secondo un sondaggio pubblicato nei giorni scorsi dal giornale russo ''Sevodnya'', il 40 per cento delle 2.430 persone interpellate considera Lebed uno dei politici di cui avere piu' fiducia. (segue)

(Nap/Zn/Adnkronos)