RAI: VENIER, CRISI DIPLOMATICA RISOLTA
RAI: VENIER, CRISI DIPLOMATICA RISOLTA
DOMANI A MEZZOGIORNO L'INCONTRO CON ISEPPI

Roma, 17 ott. (Adnkronos) - Dopo una giornata di fibrillazione, sembra risolversi la crisi diplomatica tra Mara Venier e il servizio pubblico. Ci sono volute parecchie ore e numerosi segnali da parte di Viale Mazzini perche' la conduttrice sbollisse l'arrabbiatura. Alla fine due note ''incrociate'' diffuse dall'Ufficio Stampa Rai, una di scuse voluta dalla direzione generale, l'altra di fedelta' all'azienda partita dalla conduttrice, hanno ricucito lo strappo. La pace verra' siglata domani, alle 12, in un incontro tra i due diretti interessati, cioe' la conduttrice e Franco Iseppi.

Stamattina, non era bastato il parere del suo legale a far desistere Mara Venier dall'andare allo scontro frontale, dopo la lettura dei giornali. Anche perche', mentre perfino alcune radio locali organizzavano dibattiti in difesa della 'signora della domenica', l'unico dirigente Rai a farsi vivo per rassenerare il clima era stato il direttore di Raiuno Giovanni Tantillo, terrorizzato probabilmente all'idea che uno dei pochi capisaldi del suo palinsesto potesse franare per una frase pronunciata da Iseppi sotto il fuoco di fila delle domande di deputati e senatori a San Macuto.

Ma la telefonata di Tantillo e' stato il primo dei segnali che la Rai ha inviato in giornata alla Venier. L'ipotesi di un benservito da parte della conduttrice ha presto allarmato il settimo piano di Viale mazzini, da dove, prima della fine della mattinata, e' partita una nota che suonava come un esplicito messaggio di scuse alla conduttrice, l'unica peraltro, tra tanti indagati, ad essere citata ieri in commissione di Vigilanza. La scelta della Rai di costituirsi, in un eventuale richiesta di rinvio a giudizio, ''parte offesa'' veniva definita ''una imprescindibile esigenza tecnica'' e ancora ''l'unico strumento consentito dalla procedura'' e condita di tanti complimenti alla ''apprezzata'' conduttrice. Insomma una bella marcia indietro rispetto a quello che era stato interpretato da molti quotidiani come un implicito atto d'accusa dell'azienda di Stato. (segue)

(Nex/Zn/Adnkronos)