I FATTI DEL GIORNO. 2/A EDIZIONE (2): L'ESTERO
I FATTI DEL GIORNO. 2/A EDIZIONE (2): L'ESTERO

Ajaccio. Continua in Corsica l'ondata di attentati perpetrati dai separatisti corsi. Nelle ultime ore e' esploso un ordigno nella citta' di Bonifacio che ha distrutto l'automobile del sindaco. Nel riferirlo la polizia corsa ha precisato che poco prima una'altra bomba era esplosa di fronte ad un ristorante nella stessa localita'. Nessuno dei due attentati ha provocato vittime. Malgrado i due attacchi non siano statirivendicati, le autorita' sono cinvinte che sia opera dei nazionalisti corsi che cercano l'indipendenza della Corsica dalla Francia.

Il Cairo. Nuova tragedia in Egitto: due donne sono rimaste uccise oggi a Luxor, nel sud del Paese, nel crollo di una palazzina. Ne ha dato notizia il ministero degli Interni del Cairo, precisando che nel crollo -del quale non si conoscono ancora le cause- e' rimasto ferito anche un bambino. Domenica scorsa, un palazzo era crollato al Cairo, uccidendo una quindicina di persone, mentre oltre un centinaio risultano ancora disperse.

Islamabad. Mentre a Islamabad la situazione torna alla normalita' dopo i violenti scontri di piazza dei giorni scorsi, Benazir Bhutto e' costretta ad incassare un nuovo colpo. L'Alta corte pachistana ha infatti disposto la rimozione delle barricate innalzate nella capitale per impedire agli integralisti islamici di marciare sul Parlamento e chiedere le dimissioni del primo ministro. Secondo quanto disposto dal giudice Karamat Nazir Bhandari, le barricate sono incostituzionali, dal momento che negano ai cittadini la piena liberta' di movimento.

Pechino. Gli stranieri, ed in particolare i giornalisti, non potranno assistere domani al processo di Wang Dan. Il 27enne leader della manifestazione studentesca del giungo 1989, repressa nel sangue a piazza Tienanmen, e' imputato di aver cercato di rovesciare il governo di Pechino. In realta', gli stranieri che volessero assistere devono chiedere l'autorizzazione alle autorita' giudiziarie cinesi, che non hanno mai rilasciato alcun permesso, come d'altronde gia' avvenuto per il processo del noto dissidente Wei Jingsheng, condannato nel dicembre scorso a 14 anni di reclusione. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Sheng Guofang, ha definito il caso un ''affare interno'' nel quale nessuno straniero puo' interferire, sottolineando che la giustizia cinese e' ''indipendente''. (segue)

(Sin/Pn/Adnkronos)