PIRANDELLO: RITROVATI VERSI INEDITI SU NOIA DEDICATI AL PADRE
PIRANDELLO: RITROVATI VERSI INEDITI SU NOIA DEDICATI AL PADRE

Roma, 29 ott. - (Adnkronos) - Al padre, che gli chiedeva continuamente qualche poesiola da mostrare agli amici, Luigi Pirandello inviava si' lettere con qualche verso ma d'argomento volutamente ''triste''. Quasi sempre erano componimenti dedicati alla ''noia'', che Stefano Pirandello non sembrava gradire, forse pensando ad una ripicca del figlio promettente scrittore e drammaturgo. Ora uno di quei frammenti inediti e' stato fortunosamente recuperato da Elio Providenti, ex direttore dell'archivio e della biblioteca del Quirinale, che ha potuto consultare le carte degli eredi di Lina Pirandello, sorella del premio Nobel per la letteratura.

''Ama! mi dicon gli amici. Ho paura./ Gia' troppo un di' mi fe' amor soffrir:/ di quelle angosce il ricordo ancor dura./ Amate, amici! io vo' meglio morir.../ Vana lusinga! un momento di gioja,/ quindi il disgusto o il rimorso. Perche'?/ Mi fu gran tempo maestra la noja:/ simili inganni non son piu' per me''. Sono alcuni dei versi che il ventiseienne Luigi scrisse da Roma al padre in Sicilia nell'ottobre 1893, contenuti nella lettera rimasta finora inedita.

''Tu ti lagni, Papa' mio, ch'io sia poco generoso con voi dei miei versi. Non e' poca generosita' invece -scriveva nella lettera di accompagnamento-. Gia' mi pento d'avervi trascritte queste strofette''. Il padre avrebbe preferito argomenti piu' ameni e meno impegnativi sul piano della riflessione, ma Luigi spiegava cosi' al padre i motivi di tanta insistenza sulla tristezza della sua vita: ''Io trascino la mia esistenza (da piu' anni ormai) tra il tedio e la noja, cosi' fuor d'ogni vita, che certi giorni non so veramente se sia piu' da lodare e da invidiare chi magari commenta o sembri disposto a commettere una qualsiasi sciocchezza''.

(Pam/Zn/Adnkronos)