UME: ANCHE LA GERMANIA RISCHIA L'ESCLUSIONE
UME: ANCHE LA GERMANIA RISCHIA L'ESCLUSIONE

Bonn, 29 ott. -(Adnkronos/Dpa)- Malgrado il miglioramento della crescita economica, la Germania non sara' in regola con i criteri di convergenza fissati dal Trattato di Maastricht per l'integrazione monetaria europea. E' quanto rilevano i sei principali istituti economici tedeschi in un rapporto pubblicato oggi. Secondo tale rapporto, il pil tedesco crescera' dell'1,5 per cento quest'anno e del 2,5 cento nel 1997, rispetto all'1,9 del 1995. La crescita nei laender occidentali sara' dell'1,5 per cento nel 1996 e del 2,5 nel 1997, mentre la crescita in quelli orientali sara' del due per cento in entrambi gli anni. Nonostante questi risultati, la Germania non riuscira' a rispettare alcuni criteri di convergenza, quello del disavanzo pubblico sul pil (tre per cento) e quello del debito pubblico sul pil (60 per cento). In base alla previsione degli istituti, nel 1996 il disavanzo pubblico dovrebbe raggiungere 144 miliardi di marchi, circa il quattro per cento del pil, portando il debito pubblico leggermente sopra il 60 per cento.

Nel 1997 il disavanzo verra' ridotto, ma solo a 127 miliardi di marchi, circa il 3,5 per cento del pil. Il ministro delle Finanze Theo Waigel ha respinto la conclusione secondo cui la Germania non riuscira' ad essere in regola con i conti nemmeno nel 1997 ed ha ribadito che fra un anno il Paese avra' un disavanzo pubblico saldamente sotto il tre per cento. In base al Trattato di Maastricht, i Paesi che vogliono far parte della moneta unica fin dal primo gennaio 1999, dovranno avere i conti in regola dalla primavera 1998 e verranno valutati sulla base dei dati dell'esercizio 1997. Il rapporto pubblicato oggi spiega che l'unione monetaria potrebbe partire in orario nel caso in cui si giungesse ad un accordo di deroga ai criteri di Maastricht. (segue)

(Red/Pn/Adnkronos)