TELEFONINO: ITALIANI SECONDI IN CLASSIFICA DOPO GLI INGLESI
TELEFONINO: ITALIANI SECONDI IN CLASSIFICA DOPO GLI INGLESI
UN BOOM CHE HA SUPERATO OGNI PREVISIONE

Roma, 6 nov. -(Adnkronos)- Sono 3 milioni 863 mila gli italiani -secondi in classifica in Europa soltanto agli inglesi, dai quali il cellulare e' utilizzato pero' ormai da 10 anni contro i 5 nostri- che non sono riusciti a resistere al fascino del telefonino. Un numero di gran lunga superiore anche le piu' rosee previsioni e alle piu' ottimistiche indagini di mercato. Le proiezioni dell'81 anticipavano infatti per il '95 una utenza di 40 mila persone; e quelle realizzate sette anni dopo e sempre relative al '95 non superavano il tetto dei 525 mila abbonati, con un margine di errore in positivo del 15 per cento. A questo boom non programmato e alle sue ragioni Carlo Alberto Pratesi, docente di marketing a Urbino e consulente dell'Istituto Guglielmo Tagliacarne ha dedicato il suo ultimo libro, pubblicato dalla Sperling & Kupfer, che si intitola ''Il marketing dei servizi ad alta tecnologia: il successo di Tim-Telecom Italia Mobile'' e che verra' presentato domani alle 18, nell'Aula Magna della Facolta' di Sociologia della Sapienza da Domenico Masi e Vito Gamberale.

''Quando si ha che fare con prodotti a forte contenuto tecnologico -ha spiegato Pratesi- e' difficile sapere in anticipo se saranno di successo o meno. Accadde la stessa cosa con la tv. Quando furono realizzati i primi esemplari in molti si chiesero chi mai avrebbe accettato di star seduto davanti ad una scatola di legno. Analogo scetticismo era stato riservato al telefono''.

''Il contrario e' accaduto invece -ha segnalato Pratesi- per altri prodotti ad alta tecnologia sui quali erano stati fatti notevoli investimenti anche pubblicitari. Come la televisione ad alta definizione o il videotel''. Ma che cos'e' ad assicurare successo ad un prodotto. ''I prodotti funzionano non solo -ha detto l'esperto- se sono buoni in se' dal punto di vista tecnologico, e questo conta relativamente, ma quando ne guadagna l'azienda, il cliente ne percepisce un valore superiore al prezzo, e intermediari e fornitori ne traggono vantaggi.Deve innnescarsi insomma una sorta di circolo virtuoso. E' cosi' che il mercato esplode. Se viene meno uno solo degli elementi della catena invece il flop e' inevitabile''.(segue)

(Iac/Zn/Adnkronos)