D'ANNUNZIO: ''E' UNA COSA INIQUA CHE IO DEBBA CHIEDER SOLDI'' (2)
D'ANNUNZIO: ''E' UNA COSA INIQUA CHE IO DEBBA CHIEDER SOLDI'' (2)

(Adnkronos) - Il carteggio, che va dal 1896 al 1904, rivela anche il modo in cui D'Annunzio lusingava il suo editore, nella speranza di spillargli un po' di soldi in piu' rispetto a quelli pattuiti per la pubblicazione delle opere: ''In fondo, tu sei carico di ricchezza e non hai prole, da proteggere nel mondo. Dovrebbe esser dolce per te avere in me un figliuolo tanto glorioso e tormentato''. Per rinpinguare il suo sempre deficitario bilancio, l'autore delle ''Laudi'' non esitava a concedere l'autorizzazione a pubblicazioni piu' o meno pirata delle sue opere. E di fronte alle minacce di azioni legali di Treves, non si scomponeva mai, anzi contrattaccava. Lo dimostra una lettera del 1 maggio 1900: ''Ancora un'angheria! A Napoli concessi al povero De Leva la licenza di porre in misura quei versi: oh gran concessione, oh terribile lesione di diritti editoriali! Ti assicuro che nei prossimi contratti moltiplichero' le clausole all'infinito, contro la tua casuistica sofistica che sta sempre in agguato per darmi noia senza ragione''.

(Pam/Gs/Adnkronos)