D'ANNUNZIO: ''E' UNA COSA INIQUA CHE IO DEBBA CHIEDER SOLDI''
D'ANNUNZIO: ''E' UNA COSA INIQUA CHE IO DEBBA CHIEDER SOLDI''
VA ALL'ASTA CARTEGGIO INEDITO CON IL SUO EDITORE G. TREVES

Roma, 26 nov. (Adnkronos) - ''E' certo una cosa iniqua che un uomo del mio valore debba trovarsi in tortura per una cosi' piccola somma. E certo non sarebbe bene rifiutarmela''. Cosi' il 27 novembre 1899 Gabriele D'Annunzio scriveva, in una lettera inedita, a Giuseppe Treves, che con il fratello Emilio aveva fondato a Milano l'omonima casa editrice e la rivista ''L'Illustrazione Italiana''. Il documento e' una conferma ulteriore dell'ossessivo bisogno di denaro da parte dello scrittore, fin da quando era nel pieno della produzione letteraria e del successo mondano. La lettera, che fa parte di un gruppo di ventitre' a Giuseppe Treves, verra' messa all'asta da Christie's nel capoluogo lombardo la prossima settimana.

Le richieste di soldi al suo editore erano continue e sempre motivate diversamente da D'Annunzio, che cercava di conquistare il suo interlocutore facendogli presente la necessita' pressante di mantenere i figli e uno stuolo di donne. ''Tu sai gia' con qual durezza quasi brutale tutti i pesi sieno stati gettati sopra di me. In questi ultimi tempi -scriveva il Vate- circostanze singolari hanno aggravato la mia condizione di forzato alimentatore. Eccomi veramente ridotto a tirare la macina senza voglia e senza utilita'! O Gabriel la pace a l'anima tua non saranno mai una cosa sola!''. (segue)

(Pam/Gs/Adnkronos)