SILONE: SIFAR SMENTISCE OVRA, NON FU PAGATO DAI FASCISTI (2)
SILONE: SIFAR SMENTISCE OVRA, NON FU PAGATO DAI FASCISTI (2)

(Adnkronos) - Sul sospetto che lo scrittore avesse ricevuto soldi dall'Ovra in una circostanza assai delicata, il dossier smentiva sostanzialmente: ''Nel 1931 fu arrestato e processato in Italia il fratello Tranquilli Romolo per attivita' comunista. Il Tranquilli Secondino (vero nome di Silone, ndr), che aveva per il fratello un affetto profondo, soffri' molto. Cerco' di aiutarlo in tutti i modi, inviandogli sussidi e sovente anche dolciumi e leccornie. In tale periodo, diede a vedere di essersi pentito del suo atteggiamento antifascista e tento' qualche riavvicinamento con le autorita' italiane mandando, disinteressamente, delle informazioni generiche circa l'attivita' di fuorusciti. Cio' fece, nell'intento di giovare al fratello. Dopo la morte del fratello, il Tranquilli Secondino riprese in pieno la sua attivita' comunista''.

Gli accertamenti condotti anche dal Sifar garantivano l'affidabilita' ''anticomunista'' di Silone, maturata gia' alla fine degli anni Quaranta, con l'avvicinamento ai socialisti di Pietro Nenni. In particolare sulla sua influenza politica e culturale sugli ambienti di sinistra puntavano alti esponenti del Dipartimento di Stato americano, che, secondo il servizio segreto, finanziava la sua Associazione italiana per la Liberta' della Cultura, come avrebbero fatto altri enti e fondazioni statunitensi (Fondazione Ford, Fondazione Rockfeller e l'Internazionale dei sindacati liberi). A meta' degli anni Sessanta venne appurato che questi enti indicati nel dossier erano il tramite per i finanziamenti che provenivano dalla Cia e che in parte aiutarono la rivista ''Tempo Presente''. (Pam/Pe/Adnkronos0

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