FINANZIAMENTO PARTITI: SCOMPAIONO LE SANZIONI PENALI?
FINANZIAMENTO PARTITI: SCOMPAIONO LE SANZIONI PENALI?
NUOVE NORME APPLICABILI ANCHE AL PASSATO, NO DI PRC E VERDI

Roma, 11 dic. (Adnkronos) - Non saranno piu' sanzionate penalmente le irregolarita' formali relative al finanziamento ai partiti e la norma, in base al principio che al reo si applica la legge piu' favorevole, varra' anche per le violazioni commesse in passato. Questi il contenuto e le conseguenze pratiche di un emendamento alla legge sul finanziamento ai partiti, approvata dal Senato nell'agosto scorso e ora all'esame della commissione Affari costituzionali della Camera, presentato dal capogruppo del Ccd-Cdu a Montecitorio, Carlo Giovanardi.

La norma in discussione -secondo quanto apprende l'Adnkronos- prevede che gli eventuali illeciti siano puniti soltanto con sanzioni amministrative, applicando cosi' la regola gia' prevista per le violazioni alle disposizioni che disciplinano la raccolta di fondi da parte dei candidati alle elezioni per la loro campagna elettorale, in vigore dal 1993. L'emendamento avrebbe avuto il via libera da parte di quasi tutte le forze politiche, ma si registrerebbe l'opposizione di Verdi e Rifondazione comunista. Per la prossima settimana e' prevista una nuova riunione del comitato ristretto che in seno alla commissione si sta occupando della legge e in quella sede la questione dovrebbe essere risolta definitivamente.

La legge approvata nell'agosto scorso dal Senato prevede che i cittadini possano decidere di versare per il finanziamento dei partiti il quattro per mille delle imposte dovute. Le somme cosi' raccolte affluirebbero in un fondo comune che poi verrebe ripartito tra le singole forze politiche. E' prevista inoltre l'ipotesi che singoli cittadini, enti e societa' versino contributi ai partiti, che verrebbero poi detratti dalla denuncia dei redditi.

La discussione sulle nuove norme inizio' alla Camera il giorno dopo la loro approvazione a palazzo Madama, ma si areno' subito per l'iniziativa di alcuni deputati del Polo, che si opposero alla possibilita' di esaminare la legge in commissione Affari costituzionali in sede legislativa, come era gia' avvenuto al Senato, senza quindi passare per l'aula.

(Sam/Pe/Adnkronos)