MANI PULITE: IL PUNTO DELLE INDAGINI (2)
MANI PULITE: IL PUNTO DELLE INDAGINI (2)

(Adnkronos) - Nel bel mezzo di un'operazione, dunque, Borrelli chiarisce anche il senso del suo interrogatorio a Brescia e sostiene Antonio Di Pietro. ''Non sono andato a Brescia - dice - per attaccare Antonio Di Pietro. Tutt'altro. L'altro giorno mi sono presentato spontaneamente per chiarire le circostanze che riguardano questo asserito e a mio avviso assolutamente insussistente falso nei verbali''. Cioe' la vicenda che vede l'ex pm, Borrelli e quattro ex ufficiali di polizia giudiziaria incriminati per concorso in falso ideologico per aver Di Pietro, secondo la denuncia di un avvocato, firmato un verbale senza aver interrogato l'indagato.

A Mani Pulite si respira un clima amaro piu' che teso. Chi piu' chi meno solidarizza con quanto scritto ieri da 'Tonino' nella lettera consegnata al procuratore di Brescia Giancarlo Tarquini: perche' gli inquirenti bresciani danno piu' spazio alle accuse rispetto alle difese? ''E' un dato oggettivo - dice in merito Borrelli - che si e' scatenata una persecuzione contro Di Pietro e non sappiamo ancora se contro di lui come persona o attraverso lui per colpire il nostro lavoro''. A Brescia come a Milano, intanto, si cercano elementi nuovi circa la lunghissima deposizione resa ieri dal leader di Forza Italia. Ma inutilmente: il riserbo sembra strettissimo. Non dice una parola nemmeno il difensore di Berlusconi, il professor Ennio Amodio, che a qualsiasi sollecitazione ripete che ''si e' trattato di un contributo sostanziale alla ricerca della verita'''.

Il Cavaliere, dice Amodio ''ha riferito fatti complessi dalla fine del 1994, dall'invito a comparire che gli e' stato inviato fino ad oggi. In pratica di tutte le iniziative assunte dalla procura di Milano''. Quanto ai giudizi, taglia corto il professore ''saranno gli inquirenti bresciani a trarre le loro valutazioni''. A rischio, infine, il processo Berlusconi. Alle istanze di ricusazione che pendono su Carlo Crivelli, presidente della settima sezione penale, si aggiunge ora l'imminente trasferimento al Tar di uno dei giudici a latere. Troppo per proseguire nel dibattimento come se nulla fosse accaduto. Cosi' questa mattina, poco dopo l'inizio, il procedimento e' stato aggiornato al 20 gennaio prossimo quando le parti discuteranno se proseguire i lavori o iniziare tutto daccapo. ''Crivelli si arrende all'evidenza di una situazione processuale che impone una svolta per garantire i principi di imparzialita' e indipendenza del giudice'', dice il professor Amodio al termine della seduta. E le parti si danno appuntamento tra un mese quando i colpi di scena non mancheranno.

(Cri/Pe/Adnkronos)