SERBIA: REPRESSIONE A BELGRADO, CENTINAIA DI FERITI
SERBIA: REPRESSIONE A BELGRADO, CENTINAIA DI FERITI

Belgrado, 3 feb. (Adnkronos/dpa) - Sono centinaia le persone rimaste ferite a Belgrado in seguito al brutale intervento delle unita' antisommossa nella tarda serata di ieri. Lo affermano i leader dell'opposizione serba, che hanno peraltro annunciato stamane le loro intenzione di continuare le dimostrazioni contro il governo socialista di Slobodan Milosevic e di volersi attenere ancora alla strategia non violenta. Una nuova manifestazione avra' luogo oggi stesso. I poliziotti hanno usato manganelli ed idranti per disperdere la folla, colpendo indiscriminatamente uomini e donne, giovani ed anziani. Tra i feriti anche docenti universitari e giornalisti stranieri, nonche' passanti estranei alla protesta. Anche Vesna Pesic, leader di uno dei partiti di opposizione alleati nella colaizione Zajedno, e' stata ripetutamente colpita alla testa ed e' stata tratta in salvo da tre uomini che l'hanno portata in un'abitazione privata.

Quanto agli altri due capi dell'opposizione, Vuk Draskovic e Zoran Djindjic, il primo ha denunciato di essere stato bersaglio di alcuni colpi d'arma da fuoco, andati a vuoto, da parte di aggressori che lo hanno inseguito in auto, ed ha accusato Mira Markovic, moglie di Milosevic ed influente esponente comunista, di essere la mandante dell'attentato; il secondo ha confermato stamane che le dimostrazioni continueranno anche oggi, nonostante la violenta repressione. ''Quest'ultima - ha detto ancora Djindjic - rappresenta l'ultimo e disperato tentativo di sopravvivenza di un regime alle corde''.

(Nor/Gs/Adnkronos)