SOMALIA: RISCHIA UNA NUOVA CATASTROFE (2)
SOMALIA: RISCHIA UNA NUOVA CATASTROFE (2)

(Adnkronos/Dpa)- Tornato in Somalia per rafforzare questa ''intesa locale'' tra Aidid e Ali Mahdi, Cassini ha precisato che ''i prodromi della carestia'' sono gia' evidenti nella stessa Mogadiscio: dall'inurbamento selvaggio, all'arrivo in citta' di ''mucche smagrite portate al macello perche' l'erba non c'e' piu'''. Tra un mese al massimo, ha ammonito il diplomatico italiano, ''ricomincera' la fame'' e, al contrario che nel 1993, il porto di Mogadiscio non e' ancora attrezzato a ricevere navi cargo, sempre che l'intesa sulla sua riapertura tenga, ''e gli aiuti non possono arrivare''.

L'unico ''porto'' agibile e' quello di Merca, ha spiegato Cassini, ma si tratta semplicemente di una spiaggia dalla quale le banane vengono caricate su scialuppe per essere caricate sulle navi alla fonda al largo, una situazione che rende allo stato impraticabile qualsiasi ipotesi di sbarco di aiuti umanitari.

E anche sul fronte politico la situazione rimane difficile: Kenya ed Etiopia hanno promosso la formazione di una coalizione di 26 fazioni somale dominata da Ali Mahdi che esclude l'Alleanza nazionale somala di Aidid, non esiste a Mogadiscio un corpo di polizia comune, Addis Abeba ha scatenato un'offensiva contro gli islamisti somali e il ''terzo uomo'' Osman Atto -pur controllando un piccolo territorio della capitale che comprende l'ex compound americano e l'ex Universita' italiana- e' in grado di colpire sia il porto che l'aeroporto. ''La pera era matura'' per la mediazione italiana, ha rilevato Cassini, precisando pero' che la sua missione rientra nel quadro degli sforzi intrapresi da Etiopia, Kenya e Unione Europea.

(Lun/Pe/Adnkronos)