CURZIO MALAPARTE: 'DEPISTATORE' NELL'INCHIESTA SU MATTEOTTI
CURZIO MALAPARTE: 'DEPISTATORE' NELL'INCHIESTA SU MATTEOTTI
LE 'PROVE' DEL TENTATIVO IN DOCUMENTI INEDITI A ROMA E LONDRA

Roma, 18 feb. (Adnkronos) - Curzio Malaparte ebbe un ruolo di primo piano in un tentativo di depistaggio nell'inchiesta sul delitto del deputato socialista Giacomo Matteotti. Allo scrittore, nell'autunno 1924, fu affidato il compito di sostenere, davanti agli investigatori, che il sequestro Matteotti sarebbe stato compiuto per interrogare il leader socialista sul delitto di Nicola Bonservizi, responsabile dei fasci italiani in Francia, di cui si sospettava fosse il mandante.

Grazie a documenti inediti, rintracciati dallo storico Mauro Canali all'Archivio Centrale dello Stato a Roma e negli Archivi della London School of Economics a Londra, e' stata ricostruita fedelmente la messinscena preparata al riguardo dal governo fascista. L'obiettivo, come spiega lo studioso nel libro ''Il delitto Matteotti'', appena uscito da Il Mulino, era quello di alleggerire la posizione del killer Amerigo Dumini e degli altri imputati, costruendo, con false prove, la versione della preterintenzionalita' del delitto.

Malaparte, all'epoca convinto sostenitore del fascismo, si presento' improvvisamente agli inquirenti il 22 settembre '24, un mese prima che a Parigi si aprisse il processo all'uccisore di Bonservizi, l'anarchico Ernesto Bonomini. Lo scrittore forni' una testimonianza molto articolata dei nessi, che a suo avviso, avrebbero collegato il delitto Matteotti al delitto Bonservizi. Durante un soggiorno a Parigi, Malaparte rivelo' che Bonservizi aveva ricevuto una lettera di Dumini, con la quale lo si avvertiva che la sua vita correva seri pericoli proprio a causa di Matteotti. In realta' quella lettera non esisteva, ma era stata fabbricata per aiutare Dumini. (segue)

(Pam/Zn/Adnkronos)