DIRITTO D'AUTORE: M. PAOLINELLI, CHE IL GOVERNO CI RIPENSI
DIRITTO D'AUTORE: M. PAOLINELLI, CHE IL GOVERNO CI RIPENSI

Roma, 4 mar. -(AdnKronos)- ''E' incredibile. Lo Stato rinuncia ad un'entrata di 20 miliardi annui, di per se' modesta, tuttavia molto importante per aiutare gli autori italiani, e questo dopo le solenni dichiarazioni del Governo, all'atto dell'insediamento, sulla valorizzazione del "fattore cultura".''

''Questa singolare rinuncia -precisa Mario Paolinelli, segretario della Federazione Autori italiani ''conferma ancora una volta la 'strana' politica culturale condotta nel nostro Paese. Questa nuova punizione degli autori -sicuramente involontaria- (o nella visione di chissa' quale futuro provvedimento) viene dalla conversione in legge del Ddl 669/96.'' Ora questa legge prevede nell'art.6 l'abolizione di alcuni articoli della legge 633/41, riguardanti il diritto dello Stato di prendersi una percentuale del 2 per cento sulle rappresentazioni, esecuzioni, radiodiffusioni di opere di pubblico dominio, ''proprio quel 2 per cento destinato ad incoraggiare e sostenere gli autori''.

Per capire meglio. ''Mettendo in scena 'La Divina Commedia' -non essendo Dante Alighieri iscritto alla Siae- si versava allo Stato (per un'opera di pubblico dominio) il 2 per cento sulla vendita dei biglietti. Non si trattava di uno dei tanti deleteri balzelli fiscali -sottolinea Mario Paolinelli- ma di una quota, resa obbligatoria da una legge, e, una volta tanto voluta dagli autori''. (segue)

(Pal/Pn/Adnkronos)