SANITA': LO STETOSCOPIO DI CUCCIA IN CORSIA (2)
SANITA': LO STETOSCOPIO DI CUCCIA IN CORSIA (2)

(Adnkronos) - Se dal dato generale si scende pero' ad esaminare i due estremi del campione, ovvero il reparto che per ogni specializzazione ha fatto peggio e quello che ha fatto meglio il divario e' preoccupante: la terapia intensiva, ad esempio, ovvero il settore dove la mortalita' e' necessariamente piu' alta perche' vi arrivano quasi solo casi disperati, oscilla da un reparto con mortalita' all'8,8 per cento ad uno al 38,7 per cento. Picchi casuali? Improbabile dato che Mediobanca disaggrega ulteriormente il dato nei sei mesi, confermandolo.

Proprio questa eccessiva divaricazione di risultati, questa mancanza di omogeneita' nel prodotto 'sanita' e' il dato piu' rilevante che emerge dall'indagine: in parole povere non esiste uno standard, perche' non viene imposto dall'alto, ovvero dalle Usl, ne' dal basso, ovvero dal mercato, non essendovi una gestione con criteri privatistici.

In medicina generale, ad esempio, la degenza nel '95 andava da 5,5 a 20,7 giorni; in chirurgia generale i medici vanno da un minimo di 10,6 a un massimo di 36 ogi cento letti; sempre in chirurgia generale se la media di interventi per chirurgo e' di 69 a semestre (11,5 al mese) si va da un minimo di 36,3 a un massimo di 126,4 presenze in sala operatoria per chirurgo. (segue)

(Car/Pn/Adnkronos)