MUSSOLINI: SCAMPO' AD UN AVVELENAMENTO ORDITO DALL'AMANTE
MUSSOLINI: SCAMPO' AD UN AVVELENAMENTO ORDITO DALL'AMANTE
L'EPISODIO DEL 1924 NEI RAPPORTI DELLA POLIZIA FASCISTA

Roma, 12 mar. (Adnkronos) - Uccidere Benito Mussolini con il veleno (acido prussico) da sciogliere nel bicchiere del liquore che avrebbe bevuto prima di coricarsi: era questo il compito affidato a un'amante del Duce, la contessa Martin di Viry, dalla setta ''Gli Amici del Popolo''.

Le finalita' dell'organizzazione restano ancora avvolte nel mistero, soprattutto perche' composta da esponenti antifascisti (tra gli altri dal deputato socialista Tito Zaniboni) e da torbidi personaggi in contatto con i servizi segreti del regime.

Il progetto dell'uccisione di Mussolini nell'autunno del 1924, a pochi mesi dall'omicidio del deputato socialista Giacomo Matteotti, e' alla base di una ricerca condotta dallo storico Gaetano Contini, autore del saggio ''La valigia di Mussolini'', sui rapporti di polizia conservati all'Archivio Centrale dello Stato, che fa luce su una vicenda ancora in gran parte oscura.

A tessere la trama fu l'ex colonnello Umberto Bellini, il quale aveva affidato alla contessa di Viry il compito di avvicinare Mussolini e di entrare in intimita' con lui. Il veleno sarebbe stato versato proprio dalla nobildonna, perche' l'unica in grado di sopprimere con facilita' il capo del fascismo. Un ex militante comunista, Luigi Celli, doveva procurare l'acido prussico e insegnarne l'uso alla contessa, ma forni' invece due bottigliette piene di una polverina bianca (probabilmente gesso), facendo fallire cosi' l'attentato. Martin di Viry si era prestata a prendere parte all'assassinio perche' aveva bisogno di denaro, essendo la moglie di un ex ufficiale della Guardia Regia, cocainomane, che aveva tentato lui stesso di ricattare l'organizzazione capeggiata da Bellini.

(Pam/Gs/Adnkronos)