UEM: CASONI (CONFINDUSTRIA), MAASTRICHT NON BASTA (3)
UEM: CASONI (CONFINDUSTRIA), MAASTRICHT NON BASTA (3)

(Adnkronos) - ''La nostra non una semplice influenza, e' una malattia grave e andando avanti di questo passo riteniamo che il Paese non ce la fara', se anche arriveremo a rispettare i parametri di Maastricht il Paese vi arrivera' totalmente esaurito, talmente privo di risorse da non superare il gap con gli altri Paesi europei dove gli interventi strutturali ci sono stati'', avverte Casoni che afferma: ''Da questo momento ci aspettiamo la rimozione delle cause croniche del debito pubblico''.

Il 'che fare' di Casoni parte dalla considerazione che la piccola industria in Italia rappresenta il 98 per cento delle imprese e il 25 per cento, quella italiana da sola, delle imprese in Europa; dall'affermazione che grazie alle loro dimensioni le piccole imprese hanno tempi di reazione alle fasi congiunturali, alle nuove necessita' della produzione, assai piu' brevi di quelle delle grandi imprese e sono state capaci, per questo, anche ''di recuperare in parte quel calo dell'occupazione del 4 per cento registrato nel '96 dalla grande industria''.

Su questa base Casoni chiede che la piccola impresa sia messa in condizione di competere alla pari in ambito europeo e indica il fisco, la finanza d'impresa e la flessibilita' come temi sui quali intervenire subito: riducendo il primo, favorendo la seconda attraverso una modernizzazione del sistema bancario in particolare e finanziario in generale e bandendo le tentazioni di prelievo dal Tfr, incrementando il terzo. Fra i suoi interlocutori, in materia di flessibilita', a Brescia, Casoni trovera' anche Sergio D'Antoni. Prevedibile una maggior convergenza con Silvio Berlusconi e Cesare Romiti, anche loro attesi a Brescia.

(Car/Zn/Adnkronos)