STRAGI: IN UN FILM BERNINI DENUNCIA 'LE MANI FORTI'
STRAGI: IN UN FILM BERNINI DENUNCIA 'LE MANI FORTI'

Roma, 13 mar - (Adnkronos) - ''In tutte le stragi italiane c'e' stata una presenza o un depistaggio da parte dei servizi segreti. Su questo non ci possono essere ne' dubbi ne' polemiche''. Franco Bernini, sceneggiatore al suo esordio alla regia, lo chiarisce subito. Perche' altrettanto chiaro e' il suo film, 'Le mani forti', con Claudio Amendola e Francesca Neri, nel fare riferimento ai servizi segreti deviati.

'Le mani forti' sono quelle che stringono Tancredi (Amendola), agente dei servizi pentito che decide di raccontare ad una psicanalista, Claudia (Neri), la verita' su una strage provocata in una piazza da una bomba. Tancredi svela particolari molto precisi, che solo chi era presente poteva conoscere. E Claudia, che in quella piazza aveva perso una sorella, decide di affidare la verita' ad un magistrato per farla emergere.

''Ci siamo sforzati di non fare un film realistico -dice Bernini- perche' non volevamo che si individuasse una strage precisa, ma tutte le opere sistematiche di depistaggio portate avanti in Italia. Certo -aggiunge- i riferimenti ci sono: piazza Fontana, Bologna, Brescia''. E nel film la realta' si mescola spesso con la fantasia. Tancredi ordina di lavare la piazza con gli idranti subito dopo l'esplosione. ''Proprio come avvenne, apparenmtemente senza motivo, a Brescia'', ricorda Bernini. Proprio su questa commistione tra realta' e finzione presente in 'Le mani forti' si e' discusso in un dibattito moderato dal direttore di 'Micro Mega', Paolo Flores D'arcais. (segue)

(Gmg/Zn/Adnkronos)