CETI MEDI: MARINI (PPI), IL WELFARE NON LI DEVE ABBANDONARE (2)
CETI MEDI: MARINI (PPI), IL WELFARE NON LI DEVE ABBANDONARE (2)

(Adnkronos) - Ivano Spalanzani, presidente di Confartigianato, ha accusato la vecchia Dc di aver buttato praticamente i ceti medi (e tali sono i 15 milioni di voti rappresentati da artigiani e commercianti ''che sono di centro perche' non hanno tempo per fare gli estremisti'') nelle braccia di Bossi e di An. ''Non e' stata Tangentopoli -ha affermato- a far perdere consensi alla Dc tra gli artigiani, ma il rifiuto del burocratismoda parte di questa categoria''. Ma anche oggi le cose non sono cambiate: con le varie 'minimum tax'', i divieti di cumulo tra reddito e pensione, le risorse destinate alla creazione di ''lavori inutili'', dice Spalanzani, i partiti di governo non fanno altro che alienarsi le simpatie degli artigiani.

Su un cifra ancora piu' pessimista infine il presidente dell'Inps Gianni Billia: ''i partiti politici non hanno ancora percepito la crisi che si prospetta per il paese e che nei prossimi anni colpira' proprio i ceti medi''. Nei prossimi due anni, secondo Billia, ci sara' una intensificazione dell'espulsione dal mondo del lavoro con le privatizzazioni di aziende pubbliche e municipalizzate e col blocco del pubblico impiego. Certo, crescono le fasce autonome con artigiani e piccole imprese. Ma anche queste devono cambiare mentalita': non piu' al servizio della grande impresa ma sviluppo autonomo, ''ricerca di nicchie produttive per imparare a esportare da sole''. Per questo serve un grande progetto di riconversione della pubblica amministrazione, ''che diventi infrastruttura al servizio del piccolo imprenditore, che lo aiuti a diventare competitivo''. Un ''progetto-Mediterraneo'', propone Billia, che faccia da testa di ponte per le piccole imprese, soprattutto meridionali, verso l'altra sponda del mare.

(Lio/Gs/Adnkronos)