CETI MEDI: MARINI (PPI), IL WELFARE NON LI DEVE ABBANDONARE
CETI MEDI: MARINI (PPI), IL WELFARE NON LI DEVE ABBANDONARE
SPALANZANI, BILLIA

Roma, 5 giu. (Adnkronos) - ''Non fare oggi una politica per i ceti medi significa emarginarsi''. Cosi' il segretario del Ppi Franco Marini lancia la strategia di riconquista dei ceti medi, l'80 pc della popolazione, che una volta rappresentavano il serbatoio fedele dei consensi alla Dc. ''Oggi e' diverso'' riconosce Marini nel corso di un convegno sul futuro della classe media organizzato dall'Ufficio Ceti Medi del Ppi diretto da Nino Cristofori. E spiega che non ci sono piu' le condizioni di una volta, ''quando la Dc consentiva condizioni contrattuali favorevoli per i pubblici dipendenti'' garantendosi cosi' una buona quota di consensi.

Oggi e' diverso perche' anche il lavoro di questi ceti sta cambiando, ''come dimostra la crisi di intere categorie a cominciare dai bancari''. Declinano anche i settori produttivi tradizionali italiani; emergono invece settori ad alto tasso di tecnologia e ricerca ''dove invece l'Italia non investe o investe poco, appena l'1,5 pc del bilancio pubblico''. Allora il Ppi ''deve costruire delle risposte per queste aree'', a cominciare dalla trattativa per la riforma del welfare, ''perche' il Ppi -dice Marini- non e' d'accordo con chi predica la riduzione del plafond di sicurezza garantito dallo Stato che dovrebbe coprire solo i ceti marginali: io credo che il ceto medio ha diritto ad un sistema sanitario e previdenziale con garanzie pubbliche, pur con le modifiche necessarie''. (segue)

(Lio/Gs/Adnkronos)