SOFRI: PETIZIONE A SCALFARO, 160.000 FIRME PER LA LIBERAZIONE
SOFRI: PETIZIONE A SCALFARO, 160.000 FIRME PER LA LIBERAZIONE

Roma, 22 ott. -(Adnkronos)- Sono 160.000 le firme raccolte dal 'Comitato Liberi Liberi' a sostegno di una petizione che chiede una soluzione ''all'ingiusta detenzione di Adriano Sofri, Ovidio Bompressi e Giorgio Pietrostefani''. La petizione verra' consegnata sabato al presidente della Repubblica, in concomitanza con una manifestazione nazionale in programma a Roma (ore 15, Auditorium della Tecnica). In segno di solidarieta' a Sofri, Bompressi e Pietrostefani, condannati in via definitiva a 22 anni di carcere per l'omicidio del commissario Luigi Calabresi, diversi deputati e senatori si sono riuniti a Montecitorio ed hanno rivolto un appello al Capo dello Stato perche' intervenga sulla vicenda.

Mimmo Pinto, del 'Comitato Liberi Liberi', ha riconosciuto in un ideale messaggio alla vedova Calabresi e ai figli del commissario ucciso che ''in quegli anni contro Calabresi e' stata fatta una campagna ingiusta''. Per il sen. Marcello Pera, intervenuto alla conferenza, sulla sentenza che ha condannato i tre sussistono ancora ''troppe ragioni di dubbio''. Nel verdetto ''non esiste la prova della loro colpevolezza. La vicenda e' un caso emblematico della degenerazione della legislazione sui pentiti. Mi auguro che il presidente della Repubblica valuti la sentenza ed abbia il coraggio di assumere un'iniziativa senza temere che abbia carattere politico''.

Sono intervenuti anche Giuseppe Gargani, responsabile del settore Giustizia del Ppi, la sen. Francesca Scopelliti, Paolo Cento, il sen. Luigi Manconi e Marco Boato, relatore della riforma della Giustizia in Bicamerale. Quest'ultimo si e' rallegrato del fatto che il tema della liberazione di Sofri, Bompressi e Pietrostefani sia ormai portato avanti da parlamentari di diverso orientamento politico. Un ''piccolo grande miracolo'', questo, che ''sostituisce alle vecchie contrapposizioni ideologiche la riflessione e il dialogo sui temi fondamentali delle garanzie e del diritto''. In rappresentanza dei detenuti e degli ex reclusi e' intervenuto Federico Fratini. Il carcere, ha ricordato, ''e' un luogo dove le persone sono costrette a vivere in maniera disumana. La Legge Gozzini viene stravolta dalla discrezionalita' dei magistrati e la stessa Polizia Penitenziaria usa a volte metodi coercitivi e violenti''.

(Mac/Pn/Adnkronos)