I FATTI DEL GIORNO. 2/A EDIZIONE (2): L'ESTERO
I FATTI DEL GIORNO. 2/A EDIZIONE (2): L'ESTERO

Il Cairo. La decisione dell'Egitto di boicottare la conferenza economica di Doha rappresenta un grave scacco diplomatico per gli Stati Uniti che avevano sponsorizzato il vertice al fine di rafforzare i legami commerciali tra Israele ed i Paesi arabi. Nell'annunciare l'assenza dell'Egitto, il presidente Hosni Mubarak ha ribadito che lo svolgimento del vertice economico ''Mena'' (Middle East and North Africa), la cui apertura e' prevista domenica prossima nella capitale del Qatar, non ha alcun senso in un momento in cui il processo di pace israelo-palestinese si trova in una situazione di pericoloso stallo. La decisione dell'Egitto riflette da un lato l'insoddisfazione dei Paesi arabi riguardo la politica d'intransigenza adottata dal primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu e dall'altro il raffreddamento delle relazioni tra il mondo arabo e gli Stati Uniti, proprio nel momento in cui Washington sta cercando di serrare i ranghi in vista di una ''ferma risposta'' alla nuova crisi irachena.

Tokio. Critiche e preoccupazione sono state espresse dal primo ministro cinese Li Peng, in visita a Tokio, riguardo alla nuova politica di difesa statunitense in Giappone. Negli incontri avuti con cinque ex premier giapponesi, tra i quali Yasuhiro Nakasone, Noboru Takeshita e Toshiki Kaifu, il primo ministro cinese ha dichiarato che la Cina e' preoccupata per le relazioni militari tra Giappone e Stati Uniti, mirate a controllare i ponteziali conflitti lungo lo Stretto di Taiwan nonche' ad affrontare le emergenze nella penisola coreana. Li ha poi incontrato l'imperatore Akihito e la moglie Michiko, che hanno organizzato un ricevimento in onore di Li al quale hanno partecipato anche il primo ministro giapponese Ryutaro Hashimoto, il principe Naruhito e la principessa Masako.

Washington. Un ''gioco a rimpiattino'' durato sette anni avrebbe consentito al presidente iracheno Saddam Hussein di conservare la possibilita' di sviluppare un arsenale chimico, batteriologico e nucleare in grado di provocare milioni di morti. Lo sostengono anonime fonti delle Nazioni Unite e degli Stati Uniti citate dal ''New York Times'', secondo le quali Baghdad disporrebbe attualmente di non piu' di 25 missili a medio raggio ''Scud'', ma potrebbe ''mettere insieme un arsenale distruttivo'' nel caso venissero revocare le sanzioni imposte nel 1990-91 dall'Onu. (segue)

(Sin/Pe/Adnkronos)