SESSANTOTTO: 30 ANNI FA PROVE TECNICHE D'INSURREZIONE (2)
SESSANTOTTO: 30 ANNI FA PROVE TECNICHE D'INSURREZIONE (2)

(Adnkronos) - L'ondata di contestazione dilaga presto a macchia di leopardo. Il 27 novembre viene occupato a Torino (la citta' della Fiat) palazzo Campana, sede delle facolta' umanistiche. Ma gia' il 18 era toccato ad Architettura. Verso la meta' di dicembre si tiene a Firenze il primo tentativo di coordinamento degli studenti medi. Nel gennaio del 1968 tocca a Padova, alla Sapienza di Pisa, a Firenze, dove il rettore Giacomo Devoto si dimette per il rifiuto del prefetto di ricevere una delegazione di studenti manganellati dalla polizia durante un corteo. Poi ancora Siena, Lecce e la stessa facolta' di Sociologia di Trento. In febbraio tocchera' a Roma, a partire dal Magistero e poi via via alle altre discipline con il rettore Agostino d'Avack che sceglie il giorno 29 di quell'anno bisestile per chiedere ai reparti della Celere lo sgombero forzato delle aule. Gli studenti medi occuperanno il liceo Parini di Milano il 5 marzo, quattro giorni dopo gli scontri di valle Giulia. Poi tocchera' al Mamiani, il liceo radical-chic della capitale.

Il movimento studentesco dilaga in Europa. A Parigi si arrivera' al maggio di guerriglia, guidato da Daniel Cohn Bendit e al braccio di ferro con il regime di Charles De Gaulle. Nella Germania federale il leader della contestazione e' Rudy Dutsche, alla testa del movimento politico Sds. I capi del movimento italiano sono invece piu' d'uno: da Mario Capanna, che si ammanta di una vistosa 'kefiah', la sciarpa a scacchi donatagli dal leader dell'Olp, Yasser Arafat a Guido Viale, leader del movimento a Torino. Da Franco Piperno e Antonio Russo, arrestati il 25 aprile per un attentato incendiario alla sede romana della Boston Chemical a Oreste Scalzone, attualemnte 'esule' a Parigi, che riporta una serie di fratture (gli piove addosso un armadio) nel tentativo di liberare Giurisprudenza da un'incursione fascista.

L'opinione pubblica di centro-destra e' ovviamente e ferocemente contro gli studenti, che spesso sono i loro figli. Quella di sinistra e' divisa. Un'incertezza e uno sbandamento che si coglie anche nelle posizioni della stampa, con un Pci che cerca, a volte in maniera maldestra, di cavalcare la protesta. I resoconti sulle notti di peccato e di orgie consumate dagli studenti nelle occupazioni riempono le pagine dei quotidiani piu' beceri. 'La Stampa' con un reportage di Alberto Ronchey iniziato il 25 febbraio 1968 tenta di documentare in maniera piu' pacata e serena le ragioni della protesta.

(Rpa/Gs/Adnkronos)