EGITTO: LA JAMAA ISLAMIYA RIVENDICA IL MASSACRO
EGITTO: LA JAMAA ISLAMIYA RIVENDICA IL MASSACRO

Il Cairo, 18 nov. (Adnkronos/Dpa)- La ''Al-Jamaa al-Islamiya'', l'''Associazione islamica'' che dal 1992 combatte per rovesciare il regime ''kaffir'' (pagano) del presidente egiziano Hosni Mubarak, ha rivendicato il massacro costato ieri a Luxor la vita a 58 turisti stranieri -in gran parte svizzeri- ed a nove egiziani -due agenti, una guida turistica e sei terroristi. In un comunicato recapitato alle agenzie internazionali al Cairo, la Jamaa Islamiya sostiene che nove estremisti sono riusciti a fuggire illesi da Luxor, quattro sono rimasti uccisi nella battaglia ingaggiata con le forze di sicurezza egiziane nella Valle delle Regine e due sarebbero stati catturati.

Il Cairo sostiene invece che il commando era composto da sei uomini, i quali sarebbero stati tutti uccisi dopo il massacro al Tempio di Hatshepsut. L'organizzazione terroristica islamica afferma che l'intenzione originaria del suo commando di 15 uomini non era massacrare i turisti, ma di prenderli in ostaggio per costringere il Cairo a rilasciare i membri della Jamaa Islamiya in carcere. L'Associazione islamica, la cui guerra contro il Cairo e' costata in cinque anni 2.000-3.000 morti, 97 dei quali turisti stranieri, avverte che continuera' con le sue operazioni terroristiche finche' il governo egiziano non rompera' le relazioni diplomatiche con Israele e stralcera' i processi in atto nei Tribunali militari contro membri e simpatizzanti della Jamaa Islamiya. L'organizzazione terroristica chiede anche il rilascio di tutti i suoi sostenitori in carcere ed invita i turisti stranieri a non visitare l'Egitto. (segue)

(Lun/Pe/Adnkronos)