EGITTO: UN POLIZIOTTO AGLI INTERNI
EGITTO: UN POLIZIOTTO AGLI INTERNI

Il Cairo, 18 nov. (Adnkronos/Dpa)- Il ministero degli Interni affidato ad un poliziotto. Questa la formula adottata dal presidente egiziano Hosni Mubarak per tentare di rassicurare il turismo internazionale dopo il massacro di Luxor. Mubarak ha ''sacrificato'' il suo fido ministro degli Interni, Hassan Al-Alfi, architetto dal 1993 di una lotta spregiudicata e senza quartiere contro l'estremismo islamico che ha sollevato le critiche di ''Amnesty International'', sostituendolo con il suo assistente per la Sicurezza dello Stato, il generale di polizia Habib Al-Adli.

Il 61enne Al-Alfi -noto per aver precisato qualche anno fa che in Egitto languivano in carcere ''solo 10mila'' detenuti politici (in realta' si stima che ve ne siano almeno 40mila)- era da tempo accusato dall'opposizione democratica al Cairo di essere un corrotto e di avere consentito alla polizia di perpetrare ogni genere di violazione dei diritti umani ai danni dei detenuti sospettati di simpatizzare per gli islamisti. Al-Alfi venne chiamato quattro anni fa a sostituire l'allora ministro degli Interni, Abdel Halim Mussa, ''reo'' di avere tentato di avviare un dialogo con i vertici della ''Jamaa Islamiya'', organizzazione che era entrata in guerra contro il regime di Mubarak appena un anno prima.

Il ministro destituito scampo' ad un attentato nel 1993 quando un kamikaze a bordo di una motocicletta si fece saltare in aria al passaggio della sua carovana nel centro del Cairo, provocando la morte di una ragazza. Il suo successore, vicino alla sessantina, e' un veterano che in passato e' stato responsabile dell'apparato della sicurezza dello Stato al Cairo e nel Sinai meridionale.

(Lun/Pe/Adnkronos)