LIBIA: BERLINO, APERTO PROCESSO BOMBA ALLA DISCOTECA LA BELLE (2)
LIBIA: BERLINO, APERTO PROCESSO BOMBA ALLA DISCOTECA LA BELLE (2)

(Adnkronos) - Allora non tutti gli alleati europei si mostrarono convinti delle prove, ma oggi la tesi dell'accusa va nella stessa direzione. A riaprire il caso la Belle e' stata una serie di circostanze. Il primo a parlarne, dopo il crollo del Muro di Berlino, fu Rainer Wiegand, un ex agente della Stasi (la polizia segreta della Germania est), che offri' i suoi servizi a Bonn per evitare di essere incriminato. Agli investigatori tedeschi forni' alcuni nomi, che permisero di arrivare a Yousef Chraidi, un apolide palestinese che aveva lavorato presso la rappresentanza libica a Berlino. Chraidi era pero' scomparso. Riapparve nel 1992 in Libano dove fu arrestato per furto d'auto, ma Beirut appariva restia a concedere l'estradizone.

Una nuova svolta del caso giunse newl 1995 quando il libico Musbah Eter, ex dipendente della rappresentanza libica a Berlino est, si consegno all'ambasciata tedesca di Malta raccontando la sua verita' sull'attentato. Grazie alla sua confessione -apparentemente dovuta al desiderio di raggiungere la moglie tedesca e i figli, che non volevano vivere in Libia- la Germania riusci' ad ottenere l'estradizione di Chraidi. In un ultimo colpo di scena, Eter spari' da Berlino e fu riacciuffato alcuni mesi fa a Roma dove viveva con un'altra donna. (segue)

(Civ/Pn/Adnkronos)